Economia - 13 novembre 2025, 12:31

Confagricoltura: il Consiglio di Stato rimanda alla Corte UE la decisione sul divieto italiano alla canapa industriale

Dopo l’incertezza, arriva un passo decisivo verso una normativa europea chiara e definitiva per un settore in forte crescita che coinvolge migliaia di aziende e lavoratori

Confagricoltura valuta corretta la scelta del Consiglio Stato di rimettere alla Corte di Giustizia Europea la decisione sulla compatibilità del divieto italiano sulle infiorescenze con la normativa europea.

Il giudizio dell’organismo giuridico comunitario sarà fondamentale per avere finalmente un quadro normativo coerente e stabile per un importante settore agricolo, come quello della canapa industriale.

“Un passo decisivo verso chiarezza, coerenza e dignità per la filiera della canapa italiana – commenta Jacopo Paolini, vicepresidente del Gruppo di lavoro Lino e Canapa del Copa-Cogeca –. Accogliamo con grande soddisfazione la decisione del Consiglio di Stato di fare valutare la coerenza del nuovo art. 18 del Dl sicurezza rispetto alla normativa Ue. Si tratta di un segnale importante di attenzione e responsabilità che apre la strada a una valutazione europea su una norma che, negli anni, ha generato incertezze, disuguaglianze e danni economici a un intero settore agricolo e commerciale”.

“La canapa industriale è già, a tutti gli effetti, un prodotto agricolo riconosciuto dall’Unione Europea – sottolinea il presidente ligure di Confagricoltura, Luca De Michelis –. Proprio in questi giorni, nel corso dei triloghi in Commissione Europea sulla riforma della PAC post 2027 è stata ribadita la piena legalità della coltivazione e della commercializzazione dell’intera pianta. Nel rispetto delle varietà registrate e con livelli di THC inferiori allo 0,3%”.

Sono 3000 le aziende agricole che fanno parte del comparto; la metà delle quali investe in zone rurali e svantaggiate. Insieme alle diverse filiere a cui partecipa (edilizia, tessile, cosmetica), il comparto della canapa industriale esprime un fatturato da 500 milioni di euro l’anno (di cui 150 vanno in tasse) e dà lavoro stabile a 10mila persone e ad altre 30mila impiegate come operatrici stagionali. Il settore è cresciuto del 200% tra il 2020 e il 2024 e destina il 70% della produzione ai mercati esteri.

“Stiamo parlando – conclude il presidente di Confagricoltura Liguria nella sua nota – di un settore serio, altamente professionale che consta di oltre 50 aziende in Liguria, cui si ‘affiancano’ le realtà della trasformazione con una base di manodopera stimata in circa 800/1.000 addetti. In Liguria parliamo di oltre un milione di euro di produzione lorda".

Sull'argomento è intervenuta anche Coldiretti Liguria: “Si tratta di una notizia molto importante per la Liguria”, commentano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale. “La coltivazione della canapa rappresenta un’opportunità concreta per i nostri agricoltori e consente di valorizzare le produzioni locali in modo sostenibile. Il divieto sulle infiorescenze avrebbe messo a rischio l’intera filiera, penalizzando le aziende liguri che operano correttamente e rispettano i limiti di THC previsti dalla legge”.

Al centro della controversia c’è l’articolo 18 del Decreto Sicurezza, che vieta la “importazione, cessione, lavorazione, distribuzione, commercio, trasporto, invio, spedizione e consegna delle infiorescenze della canapa (Cannabis sativa L.), anche in forma semilavorata, essiccata o triturata, nonché di prodotti contenenti tali infiorescenze, compresi gli estratti, le resine e gli olii da esse derivati”. Questo divieto equipara di fatto la canapa a una sostanza illegale, nonostante i livelli di THC siano inferiori allo 0,3% e quindi privi di effetti psicotropi.

Bloccare l’uso delle infiorescenze significherebbe azzerare una parte significativa del reddito dei nostri produttori liguri”, sottolineano Boeri e Rivarossa. “Molti prodotti della canapa, dalle creme agli oli essenziali fino alle resine, hanno un alto valore aggiunto e rappresentano una risorsa economica concreta per le nostre aziende. La possibilità di lavorare le infiorescenze anche in Liguria è quindi fondamentale per sostenere la filiera e mantenere competitivi i nostri produttori rispetto ai mercati esteri”.

Coldiretti Liguria ribadisce l’impegno a supportare la filiera della canapa, tutelando le aziende locali e promuovendo un’agricoltura innovativa e sostenibile, capace di valorizzare le aree interne e creare occupazione giovanile.

Redazione