In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Regione Liguria promuove due iniziative a Genova per sensibilizzare la cittadinanza sul tema.
Questa mattina, nella Sala Trasparenza, gli studenti coinvolti nel bando regionale “Pari Opportunità a Scuola” hanno presentato i progetti risultati vincitori e oggi in fase di realizzazione. Tra gli istituti partecipanti figurano il Liceo Gobetti e l’Ipssia Odero di Genova, e l’IIS Boselli Alberti Mazzini Da Vinci di Savona. I ragazzi hanno illustrato contenuti e obiettivi delle loro attività, con l’obiettivo di promuovere una cultura del rispetto e della non violenza anche tra i banchi di scuola.
Nel pomeriggio, piazza De Ferrari ospiterà “Siamo molte, siamo una”, un’installazione performativa collettiva che vedrà la partecipazione di oltre 100 donne e uomini di tutte le età. I performer saranno simbolicamente uniti da un grande filo rosso, rappresentando il legame invisibile che unisce tutte le donne nel dolore, ma anche nella forza e nella libertà. L’improvvisazione scenica sarà curata dal coreografo Matteo Addino, direttore della Naima Academy, e all’evento prenderanno parte anche rappresentanti dei Centri antiviolenza e dei Centri per uomini autori di violenza. Tra gli ospiti, la testimonianza di Maila Micheli, simbolo di riscatto e rinascita, racconterà il percorso di superamento della violenza.
Le due iniziative si inseriscono in un contesto più ampio di azioni concrete messe in campo dalla Regione Liguria, che nel 2025 ha destinato oltre 2 milioni di euro ai Centri Antiviolenza, con l’obiettivo di rafforzare il sostegno alle vittime e promuovere la responsabilità collettiva nella lotta contro ogni forma di violenza.
“Quest’anno abbiamo scelto di dare voce direttamente agli studenti degli istituti scolastici coinvolti nel progetto realizzato da Regione Liguria in collaborazione con Aliseo, l’agenzia ligure per gli studenti e l’orientamento - spiega l’assessore Simona Ferro -. È fondamentale che i giovani liguri crescano conoscendo e promuovendo una cultura del rispetto e della non violenza, anche tra i banchi di scuola”.