Attualità - 19 novembre 2025, 13:15

Uil Liguria apre la fase congressuale, Serri: "Nel 2026 un patto per il lavoro che metta a sistema le criticità del territorio"

Al Consiglio Confederale regionale, alla presenza del segretario nazionale Ronzoni, il segretario Riccardo Serri rilancia l’idea di un tavolo stabile tra sindacati, imprese e politica per affrontare vertenze industriali, welfare, salari e crisi del sistema ligure

La Uil Liguria ha ufficialmente aperto oggi, durante il Consiglio Confederale regionale alla presenza del segretario organizzativo nazionale Emanuele Ronzoni, la propria fase congressuale che porterà il 16 giugno 2026 al rinnovo degli organismi statutari. Una nuova stagione sindacale che metterà al centro lavoro, sviluppo e innovazione in un contesto regionale segnato da precarietà, bassi salari, pensioni che non recuperano potere d’acquisto, fiscalità giudicata iniqua e un sistema sanitario lontano dalle esigenze dei cittadini.

Sono criticità che, sommate alle numerose vertenze aperte – dall’industria alle infrastrutture, dal Tpl al dissesto idrogeologico, fino alla gestione dei rifiuti e alla transizione energetica – spingono il sindacato di piazza Colombo a rilanciare un’idea di pianificazione condivisa.

“Proponiamo il grande Patto per il Lavoro in Liguria, un laboratorio di idee che vedano un miglior utilizzo delle risorse rese disponibili da Europa e Ministeri attraverso una politica del fare rete, con un tavolo stabile e duraturo che affronti e metta a sistema le grandi questioni dello sviluppo”, spiega Riccardo Serri, segretario generale Uil Liguria. Sul fronte delle principali vertenze industriali Serri sostiene “l’idea di un Protocollo d’intesa tra Confindustria, Uil, Cisl, Cgil e le categorie dei metalmeccanici per arrivare a sintesi dialogando, magari, insieme alla politica. Anche perché, che cosa accadrà con la fine del Pnrr”.

Serri richiama anche il paradosso delle disponibilità economiche sul territorio: Genova, con 80 miliardi di risparmi, è all’undicesimo posto tra le città italiane per risorse accumulate, ma il benessere non sembra ricadere sui ceti medio-bassi. “La Liguria è terra di anziani con malattie croniche e di giovani che fuggono perché non possono accedere all’ascensore sociale. Il mercato del lavoro è saturo di ultracinquantenni che non si riqualificano”, denuncia il segretario.

Una fragilità che si riflette anche nei servizi essenziali: “Abbiamo il dovere di proteggere gli anziani di fronte a un sistema sanitario che non tiene conto dei bisogni e a un sistema sociale che li dimentica, dalle infrastrutture ai mezzi di trasporto fino alla solitudine. Se la soluzione alla crisi Amt è l’aumento delle tariffe, senza considerare a chi va dato o tolto il servizio, si sfiora il disastro sociale”.

La Uil ribadisce la propria contrarietà a un Paese “che fa pagare sempre ai soliti: lavoratori dipendenti, pensionati, donne”. Anche per questo la Uil Liguria sarà a Roma il 29 novembre, alla manifestazione nazionale, per chiedere una manovra economica più equa e misure che sostengano davvero chi vive e lavora nel territorio.

Redazione