Si è svolta questa mattina nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale la prima Conferenza Programmatica dei Servizi Sociali del Comune di Genova, alla presenza della sindaca Silvia Salis e dell’assessora al Welfare Cristina Lodi. L’iniziativa, pensata come momento di confronto e co-progettazione, punta a definire la visione e le priorità del welfare cittadino per i prossimi anni, mettendo al centro la persona, la comunità e il diritto di ogni cittadino a un supporto efficace, capillare e accessibile.
"Il sistema di welfare è sempre stato al centro della nostra idea di città e di democrazia – ha dichiarato Salis – Se aumenta il divario tra i primi e gli ultimi, vengono meno i diritti che dovrebbero essere garantiti. Giustizia sociale e sviluppo economico possono andare di pari passo, e non serve dimenticarsi di una parte della città per far correre Genova più veloce". La sindaca ha ringraziato gli operatori presenti e quelli impegnati sul territorio, sottolineando le difficoltà dovute alla mancanza di fondi e alla necessità di preservare ogni risorsa disponibile per garantire equità e accesso ai diritti.
La Direzione Politiche Sociali e Welfare del Comune, con 430 operatori attivi, rappresenta il motore di questa rete: nel 2025 i servizi hanno raggiunto 32.683 persone, in crescita rispetto alle circa 22.000 del 2020, segno di una maggiore capacità di inclusione e di attenzione alle fragilità emergenti.
"Voglio ringraziare profondamente tutte le operatrici e gli operatori del Comune di Genova - ha aggiunto Lodi - Il loro lavoro è delicato e complesso, ma di valore immenso per la comunità. Questa Conferenza, che non veniva convocata da anni, segna l’inizio di una nuova visione del welfare: un welfare che guarda avanti, affronta le sfide future e mette davvero la persona al centro.
L’incontro vuole diventare un presidio di comunità, un luogo di dialogo tra istituzioni, operatori, terzo settore, professionisti e cittadini, per costruire politiche sociali più efficaci, vicine ai territori e capaci di valorizzare le reti informali che sostengono la vita delle persone. Con questa iniziativa, il Comune conferma il suo impegno per un welfare contemporaneo, partecipato e umano, capace di accompagnare la comunità verso un futuro più equo, solidale e inclusivo.