Mentre corrono i lavori arriva la doccia fredda a Sampierdarena. E su via Buranello piove la denuncia della Lega, sul tema dei voltini e l'arrivo di una serie di sfratti: "Il 10 novembre è stata recapitata agli operatori della via la comunicazione di 'Ripresa in consegna dell’immobile'", spiegano i gruppi del Carroccio in Comune e nel Municipio Centro Ovest, a pochi giorni da un'interrogazione in comune.
Sulla quale l’assessore al Commercio Tiziana Beghin aveva risposto, precisando che "RFI non ha avviato alcuna azione legale di sfratto nei confronti dei locatari degli spazi situati sotto le arcate del viadotto ferroviario di piazza Vittorio Veneto e via Buranello". Ma "RFI, in qualità di proprietaria degli immobili, ha l’obbligo di effettuare controlli periodici di sicurezza. In alcune situazioni, tuttavia, non è stato possibile accedere ai locali per svolgere le ispezioni", aveva aggiunto, sottolineando che "RFI ha confermato la propria disponibilità a mantenere attivi i rapporti di locazione con le attività commerciali presenti, salvo i casi di morosità già oggetto di contenzioso".
Nel frattempo però Davide Rossi, consigliere municipale e capogruppo nel Centro Ovest per la Lega, ribadisce la necessità di chiarezza.
"Una soluzione va trovata, nel senso che il bando per fare questi voltini aveva delle tempistiche ben precise. Noi avevamo anche fatto due interrogazioni in comune e in municipio, proprio per capire quale fosse lo stato dell'arte. Mi era stato detto che non c'erano problemi, che i lavori andavano un po' a rilento. Dopodiché ieri scopriamo che alcuni di questi commercianti hanno avuto una richiesta di sfratto. E soprattutto che poi le tempistiche stanno andando a finire forse oltre il termine previsto".
E il termine previsto, essendo il progetto finanziato con i fondi Pnrr, scorre veloce. Tutto andrebbe terminato entro fine anno. Poi ci sono altri 6 mesi per le rendicontazioni, al termine delle quali, dopo giugno, c'è il definanziamento dell'opera.
Nell'ultima assemblea pubblica il comune aveva parlato di valutazioni per eventuale impiego di altre forme di finanziamento e turnover delle ditte ma il tempo continua a correre.
"A noi interessa che il progetto venga finito e che i commercianti possano continuare a rimanere lì dentro. Il piano era finalizzato a insediare nuove attività di pregio all'interno di questi voltini. L'unico ad ora terminato è splendido. Ora bisogna capire con la nuova ditta, che eventualmente che andrebbe a sopperire alle lentezze della prima, quali saranno i tempi. Il posto nasceva per attività di pregio per riqualificare il quartiere. Anche l'associazionismo è giusto che abbia il suo spazio ma lo scopo è quello di mettere attività produttive all'interno dei voltini".
Un tema che si lega a far vivere le attività nella delegazione, per garantire una luce accesa, produttività e anche sicurezza. Rilancio atteso e che si trascina da anni.
"Sono entrato in municipio nel 2007, già si parlava della problematica dei voltini di via Buranello. Siamo nel 2025, all'alba del 2026. Direi che sarebbe ora di dare una soluzione concreta, nell'interesse di tutti. Perché il rilancio di via Buranello è fondamentale non solo per Sampierdarena ma per l'intera città".
Tutto questo avviene mentre il quartiere vive uno dei momenti più complessi anche sul fronte della viabilità e dei cantieri. "Su via Buranello, dall'apertura del cantiere dei quattro assi di forza, ci è stato garantito che il passaggio dei mezzi privati rimaneva anche durante le operazioni di cantiere. Però non ci è stato detto che venivano tolti i parcheggi nel frattempo. Siamo in un momento cruciale, in cui le attività commerciali, le poche che resistono, hanno giustamente le feste natalizie di fronte dove possono lavorare. Negargli questo o comunque mettergli un'ulteriore difficoltà mi sembra un po' eccessivo".
Mentre si cerca una soluzione Sampierdarena resta all'ombra di una serie di problemi da risolvere, non ultimo quello della sicurezza. "Piazza Vittorio Veneto e via Buranello attraversano una fase in cui è davvero difficile poter abitare, avere un'attività commerciale, poterla aprire in sicurezza la mattina e chiuderla la sera", sottolinea ancora Rossi.
La necessità: "Un presidio di polizia fisso permanente h24, interforze: abbiamo affrontato il tema con un documento che ho portato in consiglio municipale non più tardi di un mese fa, il municipio mi ha risposto che bisogna riuscire a discuterne con le altre forze di polizia. Ma ad ora la polizia locale ha il presidio fino alle 20 - conclude - e dopo le 20 diventa territorio di nessuno".