Genova continua a occupare un posto di rilievo nella mappa del teatro contemporaneo italiano. I Premi Ubu 2025, il più autorevole riconoscimento nazionale dedicato alla scena, parlano ancora una volta la lingua della sperimentazione che in città non ha mai smesso di pulsare.
Tra i finalisti dei Premi Speciali compare infatti “La parte maledetta. Carmelo Bene”, film realizzato da Teatro Akropolis, diretto da Clemente Tafuri e parte della lunga ricerca che la compagnia porta avanti da anni sul pensiero, la tecnica e le eredità più radicali del Novecento teatrale.
Una nomination che non arriva per caso: Akropolis è una delle realtà che, pur tra difficoltà, tagli e incertezze, non ha mai rinunciato al proprio credo artistico, lavorando sul confine tra indagine filosofica, linguaggio scenico e memoria delle arti performative.
Il documentario selezionato agli Ubu esplora i principi dell’arte di Carmelo Bene, la sua posizione controversa rispetto al sistema teatrale e il nucleo filosofico della sua poetica. Un lavoro che affronta, senza semplificazioni, il paradosso della rappresentazione e l’idea stessa di attore, voce, corpo, presenza.
“La parte maledetta. Carmelo Bene” è l’ultimo capitolo di un progetto più ampio che include documentari dedicati a Carlo Sini, Massimiliano Civica, Paola Bianchi e Gianni Staropoli: figure che, ciascuna nel proprio ambito, hanno contribuito a superare i confini disciplinari e a proporre un teatro transdisciplinare, capace di interrogare il presente.
Il film sarà proiettato venerdì 21 novembre 2025 al Teatro Akropolis di Sestri Ponente nell’ambito del festival “Testimonianze Ricerca Azioni”, storica rassegna dedicata alla sperimentazione e allo studio dei processi creativi.
La presenza di Akropolis tra i finalisti conferma un dato: Genova continua a essere un laboratorio essenziale per il teatro contemporaneo.
Negli ultimi anni la città ha moltiplicato segnali di vitalità come premi, nomination, riconoscimenti nazionali che vanno in controtendenza rispetto ai tagli che hanno colpito duramente lo spettacolo dal vivo, mettendo in difficoltà proprio le realtà più dedite alla ricerca.
Eppure, nonostante la fragilità del settore, il lavoro di ricerca continua a produrre risultati che risuonano fuori dai confini liguri.
La selezione agli Ubu non è solo un attestato artistico: è un riconoscimento della necessità di sostenere chi lavora nei territori meno “facili” della scena.
Akropolis lo dimostra ogni anno: la ricerca non è un orpello, ma la base su cui si costruisce il teatro in continuo divenire.
COSA SONO GLI UBU
I Premi Ubu, fondati nel 1978 da Franco Quadri, sono considerati il riconoscimento più autorevole del teatro italiano. Vengono assegnati annualmente da una giuria di critici, studiosi e operatori, e rappresentano una sorta di “termometro” dell’innovazione scenica nazionale: non premiano la popolarità, ma la ricerca, la qualità e la forza delle nuove traiettorie artistiche.