Ci sono volute tredici giornate e il dover sopportare venti minuti di silenzio, quasi di apnea, dopo la rete del vantaggio dell'Hellas Verona. Ma alla fine è il Genoa a trovare i tre punti, per la prima volta tra le mura amiche di un “Ferraris” tornato quello ruggente trascinato e trascinatore della squadra, nel primo successo casalingo stagionale che mancava dallo scorso aprile coinciso con la prima vera panchina di Daniele De Rossi insieme ai suoi ragazzi e davanti ai suoi tifosi.
Un incrocio di emozioni ed episodi tra le due squadre che più avevano lasciato per strada tra un tempo e l'altro finora. A mantenere questo triste primato è toccato alla squadra veronese, mentre quella rossoblù, trovando il quarto risultato utile consecutivo, dà una piccola svolta al suo cammino toccando in classifica la doppia cifra e agganciando appieno il gruppetto di squadre in lotta per la salvezza in questo campionato quanto mai in precario equilibrio, specialmente nelle parti basse.
Pochi sono i contenuti tecnici, anche se il Grifone cerca di mettere con più frequenza il palleggio nel suo spartito. La meglio la ha però l'aggressività dei gialloblù, votati più a sfruttare l'errore dei dirimpettati che non a indurlo. Da lì nasce la prima occasione vera del match con Belghali al 9', ma l'esterno prova a piazzarla dando il tempo a Østigård di metterci una pezza deviando in angolo. Sono sempre loro i protagonisti dell'azione che invece porta al vantaggio ospite: il norvegese pasticcia nel duello fisico con Mosquera, il cui tiro respinto non a sufficienza coi piedi da Leali diventa assist al 21' sempre per il numero sette scaligero.
Reazione più d'impeto che di ragionevolezza per la squadra di De Rossi mentre la partita si mette perfettamente sui binari sperati (e preparati) da Zanetti per attendere nella propria metà campo un Genoa con tanti, troppi errori tecnici di Vitinha e compagni, col portoghese da cui arriva il miglior spunto della prima frazione ma anche l'assist per il pareggio di Colombo (40') che stavolta a tu per tu col portiere avversario non sbaglia.
Una rete che scuote la squadra in campo ma anche il “Ferraris”. E la svolta, in una partita fatta tutta di spigoli dove però la squadra di De Rossi diventa col passare dei minuti più convinta e convincente, arriva al 61' quando il palo ferma Østigård ma non, qualche secondo dopo, Thorsby a insaccare di testa l'azione insistita nata da un cross a sinistra e conclusasi col controcross da destra.
Un accerchiamento quasi emblematico di una squadra aggressiva al punto giusto sia nell'attaccare l'avversario che nel difendere la propria area. Di questo è significativo quanto succede al 70', col Verona, passato nel frattempo al tridente, avrebbe una chance ottima per pareggiare con Orban, non fosse che Leali, d'istinto, dice no al tentativo di prima intenzione sottoporta dell'ex Lione col Genoa che poi si salva nella mischia e al 76' va vicino addirittura alla terza marcatura con una punizione di Malinovskyi molto vicina al palo alla destra di Montipò.
IL TABELLINO
GENOA-HELLAS VERONA 2-1
Reti: 21' Belghali (H), 40' Colombo (G), 61' Thorsby (G)
Genoa (3-5-2): Leali; Marcandalli, Østigård, Vasquez; Ellertsson (85' Sabelli), Malinovskyi (85' Carboni), Frendrup, Thorsby, Martin; Colombo (67' Ekuban), Vitinha (72' Masini).
A disposizione: Siegrist, Sommariva; Stanciu, Grønbæk, Onana, Ekuban, Ekhator, Otoa, Fini, Venturino.
Allenatore: D. De Rossi
Hellas Verona (3-5-2): Montipò; Nunez, Nelsson, Valentini; Belghali (81' Oyegoke), Niasse (81' Al-Musrati), Gagliardini, Bernede (66' Sarr), Bradaric (30' Frese); Giovane, Mosquera (66' Orban).
A disposizione: Perilli, Castagnini; Santiago, Slotsager, Harroui, Ebosse, Bella-Kotchap, Cham, Ajayi.
Allenatore: P. Zanetti
Arbitro: Fabbri di Ravenna