Cornigliano divisa in due dal presidio dei lavoratori ex Ilva, che da giorni blocca il traffico e rende complicato entrare e uscire dal quartiere. E mentre ieri un nuovo corteo ha attraversato l’aeroporto, percorso l’A10 sul ponte San Giorgio e poi raggiunto di nuovo Cornigliano passando da Sampierdarena, a pagare un prezzo alto sono anche i commercianti, che si ritrovano di fatto "isolati".
Il presidente del Civ, Massimo Oliveri, descrive una situazione pesante: “Allora, è inevitabile che con una protesta organizzata così il danno sia pesante. Isolare il quartiere vuol dire non permettere il passaggio delle persone. Come si vede, il quartiere è isolato, è evidente, ed è chiaro che a livello commerciale ci sono attività che si barcamenano, mentre altre il cui principale introito arriva da cittadini delle altre delegazioni stanno incassando zero”.
Una crisi che arriva in un momento già critico: “Già il commercio è in difficoltà e, con il presidio che isola il quartiere, si creano ulteriori problemi: per alcune attività è possibile anche arrivare a zero scontrini. E nello specifico dobbiamo dire che ciò avviene a venti giorni da Natale, in un periodo in cui si fanno i regali e per molte attività è un treno che non puoi perdere, perché se lo perdi non arriva più”.
Sul presidio e sulle motivazioni dei lavoratori, Oliveri prova a tenere insieme solidarietà e preoccupazione: “Il lavoro va assolutamente difeso, poi si può discutere sulle modalità. Quello che viene fuori da tutto questo è un quadro nero di Genova, perché c’è un’assenza totale di tutto: manca un piano industriale serio per il rilancio di aree strategiche per il Paese e mi sono sempre chiesto come sia stato possibile che tali aree non generino più lavoro di ciò che generano ora. Ci auguriamo che queste aree possano essere destinate a nuove attività che aumentino l’indotto per il quartiere. C’è l’assenza totale dell’amministrazione, perché a parte la Salis che è andata a parlare con i lavoratori, si è dimenticata di andare a parlare con tutte le realtà economiche del quartiere. C’è un’assenza percepita delle istituzioni, perché non c’è percezione di sicurezza e controllo su ciò che accade, e questo è ciò che preoccupa di più: essere abbandonati completamente a se stessi”.
Difficoltà enormi anche per Barbare Festelli, titolare dell’Ottica Festelli, che racconta: “Già la scorsa settimana, con il primo corteo, abbiamo avuto due giornate con un incasso: un giorno zero euro e il secondo quarantadue euro. Le persone di Cornigliano fanno sì gli occhiali, ma non tutti i giorni. Oggi avevamo il calendario pieno di appuntamenti, ma tutti hanno disdetto perché arrivano da altre delegazioni, e questo è un grave danno. Siamo sotto Natale, abbiamo obiettivi da raggiungere: capisco i lavoratori, ma i lavoratori dovrebbero capire anche noi”.
E sul fronte economico il conto è salato: “Tra i due giorni della scorsa settimana e questi ultimi, ho perso circa 14 mila euro di introiti. Ho due dipendenti, e arrivano prima loro delle altre cose da pagare”.
A Cornigliano c’è anche chi riassume il malessere con poche parole ma chiarissime: “Così non va tutto bene. Io credo che l’errore sia stato che i diritti di alcuni hanno superato i diritti di altri. Per rivendicare un diritto, viene schiacciato il diritto di altri”.