Il tempo tra le notizie e il cordoglio pubblicato stamani poco prima delle 11 che arrivano dalla Federazione italiana golf, e che danno per deceduto il giovane Emanuele Galeppini nel rogo di Le Constellation a Crans-Montana, e la certezza che potrà arrivare solo dalla comparazione del dna è un tempo sospeso.
Non c'è infatti la matematica certezza che Emanuele sia la prima vittima italiana di quell'orrenda strage ma lo spazio per la speranza si restringe ogni momento che passa sempre di più. È lo zio che chiede di aspettare: Sebastiano Galeppini ha infatti scritto sui social: "Per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del Dna".
Avrebbe compiuto 17 anni tra pochi giorni Emanuele Galeppini. Nato a Genova, sin da piccolo residente a Dubai con i genitori e il fratello minore, era uno dei giovanissimi che la sera del 31 dicembre stavano partecipando alla festa nel locale Le Constellation, a Crans-Montana, nel Canton Vallese. Nel caos del dopo incidente era stato trovato il suo cellulare.
Il ragazzo era un grande tifoso del Genoa e anche se era cresciuto a Dubai aveva sempre voluto mantenere i contatti con l'Italia, come il fratellino più piccolo, Eugenio. Negli Emirati i genitori Edoardo, imprenditore nel settore della nautica, e Beatrice, anche lei golfista di livello, si sono stabiliti proprio nell'anno della nascita di Emanuele, nel 2009. E a Rapallo, dove la famiglia Galeppini ha ancora una residenza, Emanuele tornava per trascorrere qualche periodo di vacanza.
E proprio sul green rapallese il giovane Edoardo aveva coltivato la passione del golf diventando in poco tempo una speranza nel panorama nazionale. Era considerato uno dei giovani più promettenti del movimento golfistico italiano. Nell'aprile 2025 aveva conquistato l'Omega Dubai Creek Amateur Open, imponendosi all'attenzione degli addetti ai lavori per talento e maturità sportiva. Inoltre aveva da poco preso parte al King Hamad Trophy al Royal Golf Club in Bahrein e alla Uae Cup ad Al Ain. Giovanissimo golfista professionista era numero 2440 del ranking anche se sui suoi profili social si definisce 'full chef'.
Ma quello che stupiva e che convinceva gli esperti che Emanuele avrebbe avuto una splendida carriera sui green di tutto il mondo era, oltre a una tecnica eccellente, la maturità con la quale affrontava le sfide, le giornate 'no', gli inevitabili errori. Un campione vero, un campione sempre.
La Liguria si sveglia con un dolore grande: "In questo giorno di lutto, Genova si stringe attorno alla famiglia di Emanuele Galeppini, tragicamente scomparso nell'incendio avvenuto a Crans-Montana la notte di Capodanno. La notizia della sua morte ci addolora profondamente, una giovane vita spezzata dall'assurdità di una tragedia che ha colpito tante famiglie", scrive la sindaca di Genova, Silvia Salis. "La notizia della morte di Emanuele Galeppini, giovane genovese vittima della assurda tragedia di Crans-Montana - scrive il governatore della Liguria Marco Bucci -, colpisce profondamente anche la nostra comunità".