Eventi - 02 gennaio 2026, 14:27

“La vita è come una focaccia”, il cortometraggio che racconta la disabilità senza filtri né retorica

Anteprima giovedì 8 gennaio al Teatro di Sori per il film nato dal progetto “Persone in relazione”, finanziato con fondi PNRR. Ingresso gratuito

Un racconto intimo ma al tempo stesso collettivo, capace di superare le narrazioni assistenzialistiche per restituire uno sguardo autentico sulla vita delle persone con disabilità. È questo il cuore di “La vita è come una focaccia”, il cortometraggio realizzato nell’ambito del progetto “Persone in relazione”, che verrà proiettato in anteprima giovedì 8 gennaio 2026 alle 20.30 al Teatro di Sori.

L’ingresso è aperto al pubblico, ma è consigliata la prenotazione: gli interessati possono inviare un messaggio WhatsApp al numero 346 5079484, indicando nome e numero dei partecipanti, entro il 6 gennaio 2026.

Diretto dal regista Antonio Palese della casa di produzione Cochlea di Torino, il cortometraggio è il risultato di un lavoro corale finanziato con fondi PNRR – Disabilità. A dare volto e voce alla storia è un cast composto da una ventina di attori, persone con disabilità e non, che hanno lavorato in sinergia per costruire un’esperienza artistica e narrativa condivisa.

Il progetto vede come capofila la Cooperativa La Giostra della Fantasia, affiancata dalle cooperative Dono e Sentiero d’Arianna e dall’APS Nuova Ecopsi. L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla Rete dei Comuni dell’ATS 13 Levante, con il Comune di Recco in qualità di capofila.

La vita è come una focaccia mette in scena la quotidianità di un gruppo di amici adulti alle prese con sfide universali: il lavoro, l’amore, l’autonomia economica, i desideri e le fragilità che attraversano ogni percorso di vita. Al centro del racconto c’è una terrazza, luogo reale e simbolico, dove i protagonisti si ritrovano ogni sera. Uno spazio di libertà e relazione, in cui cenare insieme, ballare e ridere diventa una fonte di energia per affrontare le difficoltà quotidiane.

La metafora scelta è potente nella sua semplicità: la vita viene paragonata a una focaccia, «semplice, condivisa, nutriente, imperfetta e proprio per questo autentica». Un’immagine che restituisce con immediatezza il senso del film e del progetto che lo ha generato.

"Non è creando mondi a parte che impareremo a lasciare spazio alle diversità, ma attivando la capacità di ciascuno di vedere la vita in ogni sua sfumatura, senza il peso dello stereotipo di positività e prestazione" spiega Linda Monaco, referente del progetto per La Giostra della Fantasia. "La vita è “unta e piena di buchi come la focaccia”: bisogna saperla gustare".

Un messaggio semplice e diretto, che attraverso il linguaggio del cinema invita a guardare alla disabilità non come eccezione, ma come parte integrante della complessità e della ricchezza dell’esperienza umana.

C.O.