Cultura e spettacoli - 09 gennaio 2026, 14:38

'Navigare insieme', il Carlo Felice apre l’opera a tutti: accessibilità, inclusione e Verdi al centro del nuovo corso del teatro genovese

Presentato il progetto che rende la lirica fruibile anche alle persone con disabilità attraverso mappe tattili, audiodescrizioni, LIS, sottotitoli e percorsi multisensoriali. Il debutto con Il trovatore, capolavoro popolare di Verdi in scena da giovedì, simbolo di una cultura che vuole essere davvero condivisa

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'Navigare insieme' è il titolo del nuovo progetto di accessibilità del Teatro Carlo Felice, illustrato ufficialmente questa mattina nel corso della presentazione de Il trovatore, in scena da giovedì prossimo alle ore 20. Un percorso che punta a rendere l’opera lirica realmente fruibile da tutti, superando le barriere non solo fisiche ma anche sensoriali e comunicative.

All’incontro hanno partecipato il sovrintendente Michele Galli, il direttore artistico Federico Pupo, l’assessore regionale alla Cultura Simona Ferro, Maria Luisa Centofanti in rappresentanza della sindaca Silvia Salis, oltre agli artisti coinvolti nella produzione verdiana, guidati dal direttore d’orchestra Giampaolo Bisanti e dalla regista Marina Bianchi.

Il progetto, ideato da Manuela Litro, prevede una serie articolata di iniziative: mappe tattili e contenuti audio accessibili dal sito del teatro, audiodescrizione dello spettacolo attraverso sistemi digitali, traduzione in LIS e sottotitoli, oltre a percorsi multisensoriali pre-spettacolo pensati per accompagnare il pubblico alla scoperta dell’opera. Un insieme di strumenti che verranno messi a punto nei prossimi mesi e che prenderanno il via proprio con Il trovatore.

Una scelta non casuale, se si ricorda che Giuseppe Verdi, nei primi quattro punti del testamento redatto nel maggio del 1900, destinò una somma consistente a quattro istituti assistenziali genovesi, tra cui l’Istituto David Chiossone, storicamente legato al tema della disabilità visiva.

Venendo all’allestimento, Il trovatore ripropone la produzione ideata a Genova nel 2019, poco prima della pandemia, con la regia di Marina Bianchi e la scena girevole firmata da Sofia Tasmagambetova e Pavel Dragunov. Un impianto visivo potente, che alterna i bastioni della fortezza a un cielo costantemente opprimente, dominato da una luna velata, con scheletri penzolanti a evocare una violenza sempre incombente. Sul podio torna Giampaolo Bisanti, già più volte applaudito dal pubblico genovese.

Il cast si affida a interpreti di primo piano: Ariunbaatar Ganbaatar è il Conte di Luna, Erika Grimaldi veste i panni di Leonora, Clémentine Margaine è Azucena, mentre Fabio Sartori interpreta Manrico.

Nella produzione verdiana, Il trovatore è considerata l’opera popolare per eccellenza, amatissima dai verdiani più ortodossi che vi ritrovano il compositore “allo stato puro” nella vicenda tormentata di Azucena e Manrico. Un titolo fra i più passionali e sanguigni del repertorio romantico, che alterna pagine celebri e trascinanti - come “Di quella pira” - a momenti di straordinaria intensità drammaturgica, tra cui spicca il celebre “Miserere”, uno dei vertici emotivi dell’opera.

Con Navigare insieme, il Carlo Felice affianca a questo grande classico un impegno concreto verso l’inclusione, tracciando una rotta che guarda a un teatro sempre più aperto, accogliente e condiviso.

Redazione