Definirlo “scontro salvezza” forse potrebbe sembrare esagerato in termini assoluti. Se non altro, però, quello contro il Cagliari che all'ora dell'aperitivo segnerà la prima uscita casalinga dell'anno solare per il Genoa (ore 18:30, arbitro La Penna) è senza dubbio uno di quei confronti dal quale passa una buona fetta dell'obbiettivo stagionale dei rossoblù, quelli genovesi ma anche quelli cagliaritani.
C'è quindi poco da girarci intorno: non è senza dubbio un'ultima spiaggia quella odierna del “Ferraris”, che però si preannuncia una buona occasione. Anzitutto per far girare il vento cominciando a sfruttare meglio quel fattore casalingo di uno stadio che, anche in un orario non propriamente agevole come quello odierno, dovrebbe offrire una cornice di pubblico da ben altro palcoscenico ma che nel girone d'andata ha portato al Grifone una sola vittoria interna; non un'ossessione ma una necessità, visto che la maggior parte dei cosiddetti “scontri diretti” è prevista in trasferta. Il discorso di fondo resta quello dell'atteggiamento, legato quasi a doppia mandata: quel che ci si aspetta è di dar seguito ai segnali incoraggianti di attitudine visti a San Siro contro il Milan.
Da qui ecco l'altra occasione da cogliere, quella data da quest'ultimo turno e da una classifica ancora aperta. I rossoblù di Pisacane distano tre lunghezze da quelli di De Rossi e nel mezzo c'è il Lecce a quota 17, per questo i tre punti possono essere fondamentali per dare ulteriore pepe alla lotta per non retrocedere, restando aggianciati a un treno sul quale i posti a sedere sono ancora tutto fuorché assegnati definitivamente.
Sono invece pochi i dubbi che ha in testa il tecnico genoano sulla formazione da schierare. Sempre aperto è il ballottaggio in mediana tra Thorsby ed Ellertsson, mentre per i restanti dieci undicesimi non dovrebbero esserci sorprese rispetto a quattro giorni fa. Se non altro, in panchina il tecnico avrà un Messias in più a disposizione: il brasiliano negli ultimi giorni è rientrato in gruppo e non è certo ancora al top della forma, ma potrebbe essere una carta importante da giocarsi a gara in corso considerate le ancora tante assenze nel reparto (Ekuban, Cornet e Grønbæk oltre al già partito Carboni).
Diverse invece le incognite per Pisacane, lato Cagliari. Il pareggio con primo tempo da incubo di Cremona potrebbe portare il tecnico cresciuto da calciatore nel settore giovanile genoano a tornare al 4-3-1-2, perdendo in difesa Mina sostituito da Luperto, “graziato” dal VAR nel turno infrasettimanale con la revoca dell'espulsione comminatagli dall'arbitro, e con la sorpresa del giovane turco Kiliçsoy in vantaggio sull'ex blucerchiato Sebastiano Esposito.
Intanto il mercato resta tema caldo per il Genoa, mentre all'orizzonte sembrerebbe aprirsi una disfida proprio coi sardi per Duvan Zapata. Tanti i nomi che circolano ancora nessun atteso rinforzo è finora, e per questo sull'argomento il tecnico alla vigilia è stato chiaro: col Cagliari la partita la si giocherà con la rosa costruita ad agosto, indisponibili e partenze comprese, e su questi bisognerà fare affidamento per ripartire nel girone di ritorno cercando quanto più e prima possibile di cambiare marcia.
PROBABILI FORMAZIONI
Genoa (3-5-2): Leali; Marcandalli, Østigård, Vasquez; Norton-Cuffy, Malinovskyi, Frendrup, Ellertsson, Martin; Colombo, Vitinha. Allenatore: D. De Rossi
Cagliari (4-3-1-2): Caprile; Zappa, Rodriguez, Luperto, Obert; Palestra, Prati, Adopo; Gaetano; Borrelli, Kiliçsoy. Allenatore: F. Pisacane