Politica - 13 gennaio 2026, 17:45

Solidarietà della Sindaca Salis al popolo iraniano: "Necessario prendere posizione a difesa della libertà e della democrazia"

"Genova è profondamente legata ai valori della pace, dell’indipendenza e della Resistenza, la nostra posizione unitaria sarà sempre contro ogni forma di repressione"

La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha espresso in Consiglio comunale la propria solidarietà al popolo iraniano e agli iraniani residenti in città che questa mattina hanno manifestato in piazza Matteotti.

"Le notizie che arrivano dall’Iran ci impongono una presa di posizione - ha detto la sindaca in Sala Rossa, rispondendo a un articolo 55 sottoscritto da tutta l’aula - nelle ultime settimane le città iraniane hanno fatto qualcosa di incredibilmente coraggioso per chiedere ciò che noi tutti diamo per acquisito: libertà, democrazia, la possibilità di vivere la propria vita, di avere una casa. E voglio fare una menzione particolare al ruolo che le donne stanno assumendo in queste manifestazioni: donne che negli ultimi decenni hanno subito vessazioni di ogni tipo e che oggi scendono in piazza mettendo a rischio la propria vita".

La sindaca ha ricordato inoltre che "questo regime non mostra alcun tipo di freno: lo dimostra sparando a vista sulla folla, provocando centinaia di vittime, forse migliaia, e con esecuzioni sommarie in strada. Per questo è necessario prendere posizione: stiamo tornando a una situazione completamente fuori controllo, come già accaduto nel 2022 con la morte di Mahsa Amini. Genova è profondamente legata ai valori della pace, dell’indipendenza e della Resistenza, la nostra posizione unitaria sarà sempre contro ogni forma di repressione".

La sindaca ha concluso ricordando l’importanza di "essere al fianco del popolo iraniano e della comunità iraniana di Genova, persone che stanno vivendo il dramma di non sapere cosa stia accadendo alle proprie famiglie. Gli eventi degli ultimi decenni in Iran e in Afghanistan ci insegnano che ogni libertà conquistata può essere tolta in qualsiasi momento: per questo non dobbiamo considerare la storia come una costante evoluzione positiva, ma come un processo che può avanzare o arretrare in base alla forza con cui difendiamo i nostri diritti. Anche per questo, dovremmo sempre chiederci quale ruolo vogliamo avere nella difesa della democrazia e dei suoi valori".

Redazione


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