Sport - 13 gennaio 2026, 08:00

Genoa nel segno del cinismo col Cagliari, De Rossi: "Non sempre riesci a portare a casa partite così, la vittoria è importante"

Il tecnico guarda ai dettagli e ai singoli: "Tanti errori, ma a calcio si gioca anche difendendo da provinciali. Colombo ha qualità, non deve accontentarsi. Leali? Mai pensato fosse un problema, ha risposto da grande professionista"

Mister Daniele De Rossi (foto Gabriele Siri)

La aspettava da oltre un mese una serata del genere il "Ferraris", da quando fu il Verona a capitolare davanti al popolo genoano. Ed è arrivata nel modo più netto possibile, battendo e agganciando al contempo in classifica il Cagliari con un 3-0 che non è solo la seconda vittoria stagionale in casa, ma soprattutto un passaggio chiave nel percorso di affermazione della squadra di Daniele De Rossi. 

Un successo che pesa, ma che il tecnico rossoblù preferisce leggere con equilibrio, senza lasciarsi trascinare dall’entusiasmo ponendo molta attenzione ai dettagli, in particolare a ciò che non è andato al meglio. "È importante perché è uno scontro diretto, i giocatori e lo stadio meritavano una serata diciamo serena dopo che a San Siro abbiamo assaporato l’opportunità di fare i tre punti - ha spiegato a caldo il tecnico - ma non abbiamo fatto nulla perché domenica c’è un’altra partita importante, come l’ha definita il direttore nello spogliatoio “il secondo tempo”, a Parma". 

Uno sguardo lucido che si allarga anche a ciò che non ha convinto del tutto. Anche se finalmente è arrivato il tanto da tempo atteso "clean sheet": "Quando analizzo le partite cerco di essere sempre il più possibile onesto. Oggi non abbiamo preso gol perché il portiere è stato super in un’occasione come quella di Luvumbo, che non si può concedere. Siamo partiti bene, poi dopo il gol abbiamo perso campo e lucidità. Nel primo tempo c’è stata una quantità enorme di errori individuali e tecnici, non sempre riesci a portare a casa partite così". 

Il carattere su tutto, però, ha sopperito alle sbavature. Ed è su questo aspetto che il tecnico romano gonfia il petto parlando del suo Grifone: "Ci sono momenti in cui le cose non ti riescono e l’avversario ti chiude, in quei momenti io faccio lo “zozzone”: mi difendo da provinciale, da terza categoria, con il coltello fra i denti. A calcio si gioca anche così. Noi dobbiamo capire chi siamo: non siamo una squadra che può palleggiare fuori area aspettando il varco. Abbiamo due attaccanti, mezzali che si inseriscono, Malinovskyi che può tirare. Se tiri magari a volte ti capita anche l’episodio a favore, la deviazione, il tocco di mano... Se invece non finisci l’azione poi subisci le transizioni". 

Pure la gestione dei momenti è uno degli aspetti che De Rossi rivendica. Il cambio Norton-Cuffy–Masini nasce da lì. "Non volevo ripetere l’errore di Milano, quando ci siamo abbassati troppo. Ho messo uno che uscisse in modo più aggressivo. Masini è l’esempio perfetto di cosa significa il gruppo. In settimana ha chiesto di parlare, voleva capire perché giocava poco. Subito pensavo volesse andare via, invece mi ha detto: “Mister, per me il Genoa è come per lei la Roma”. Mi ha commosso, io un giocatore così lo vorrei sempre nella mia squadra, vuole migliorarsi e noi vogliamo dargli quell’1% in più di qualità". 

Il perfezionismo non deve però nascondere le note positive, Tra queste c’è sicuramente Colombo, alla terza giornata consecutiva a segno: "Ha qualità. Io stimolo chi ne ha meno a non mollare mai, ma lui qualità ne ha davvero e adesso non deve accontentarsi, dopo cinque gol sarebbe da mediocri. Ha perso qualche pallone morbido, ma fa parte del pacchetto quando lavori con giocatori giovani. Mi piace molto come si aiuta con Vitinha". 

Parole di stima che sono anche per Leali che, in un momento dove pare ormai in chiusura l’arrivo di un nuovo portiere - nonostante l’insorgenza di alcune complicanze delle ultime ore -, ha risposto alle critiche con una prova importantissima sul campo. "o ero qui quando mi facevate notare i commenti su di lui sui social o quando la stampa sottolineava come potesse essere un problema. Io non l’ho mai pensato e lui ha risposto da grande professionista". 

Una vittoria netta, dunque, ma soprattutto consapevole. E il Genoa, adesso, sa di poterci stare appieno in corsa per la salvezza.

Mattia Pastorino


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