Attualità - 16 gennaio 2026, 08:00

Alla scoperta dei Forti - La Batteria Giorgio Mameli: un baluardo dimenticato sulla Vetta di Pegli

Costruita nel 1935, puntava a blindare il golfo genovese contro minacce navali. Oggi, grazie al Coordinamento Ligure Studi Militari, i suoi sotterranei ospitano un museo con planimetrie, reperti e cimeli

Foto: Il Sottosuolo di Genova e oltre. Ricerca E Studio.

Prosegue oggi, e continuerà per tutti i venerdì successivi, ‘Alla scoperta dei Forti’, un servizio seriale de ‘La Voce di Genova’ dedicato a una delle ricchezze più straordinarie del nostro territorio: il sistema fortificato che abbraccia la città dalle alture. Un patrimonio unico, che racconta secoli di storia militare, politica e sociale. Un viaggio tra Medioevo e Ottocento, tra leggenda e realtà, sempre con lo stesso filo conduttore: l’amore per Genova e per le sue eccellenze. Buon viaggio insieme a noi, alla scoperta dei Forti!

Sulle colline della Vetta di Pegli si erge ancora oggi la Batteria Giorgio Mameli, testimone silenziosa delle tensioni belliche del Novecento. Costruita nel 1935 dal Genio Militare italiano, questa fortificazione puntava a blindare il golfo genovese contro minacce navali, integrandosi in un sistema difensivo che spaziava da Punta Chiappa a Monte Moro. Armata con tre possenti cannoni da 152/50 mm, nacque in un'Italia che, reduce dal primo dopoguerra, accelerava il riarmo per fronteggiare rivali come Francia e Gran Bretagna.

Quando l'Italia entrò in guerra il 10 giugno 1940, la Mameli si preparò al peggio. Quattro giorni dopo, il 14 giugno, navi francesi bombardarono Genova: la batteria rispose con una scarica furiosa di circa engaging 64 colpi da 152 mm, colpendo in pieno il cacciatorpediniere Albatros e danneggiandone la caldaia di poppa, con vittime tra i marinai. Anche i pontoni armati del porto unirono il coro di fuoco, segnando il primo scontro navale sul fronte ligure.

Un anno dopo, nel febbraio 1941, la Force H britannica al comando dell'ammiraglio Somerville tentò un'incursione: la Mameli e sorelle risposero, ma nebbia fitta e limiti tecnici ne attutirono l'efficacia, lasciando il golfo sotto pressione costante.

Nel 1941 arrivarono rinforzi: depositi munizioni espansi e una casamatta d'ingresso con feritoie per mitragliatrici. L'8 settembre 1943, con l'armistizio e l'occupazione tedesca, la struttura mutò ancora, rinforzata contro i bombardamenti alleati in un'Italia divisa.

La pace la relegò all'oblio militare. Oggi, grazie al Coordinamento Ligure Studi Militari (C.L.S.M.), i suoi sotterranei ospitano un museo con planimetrie, reperti e cimeli, aperto in fasce orarie dedicate. Vicina al Parco Avventura Genova Pegli, invita escursionisti e appassionati a esplorare bunker e piattaforme, rivivendo un pezzo di storia genovese.