Attualità - 19 gennaio 2026, 08:37

Crisi Amt, CUB alza la voce: “Il 40% dei bus è fermo. Stop il 27 gennaio”

Lavoratori allo stremo: corse saltate, mezzi guasti e ferie negate. Il sindacato accusa l’azienda: “Gestione disinvolta, nodi al pettine. Diamo un segnale forte”

Condizioni di lavoro insostenibili, carenze strutturali nel parco mezzi e passeggeri sempre più scontenti ed esasperati.

Questo è il clima attorno ad Amt nelle parole del personale viaggiante, oramai allo stremo, e decido a incrociare le braccia in segno di protesta. A dare voce alla situazione è Cub Trasporti che ha proclamato lo sciopero per martedì 27 gennaio dalle 11,30 alle 15,30.

Per il sindacato, il quadro è allarmante. “Quotidianamente il personale viaggiante si trova ad affrontare disagi lavorativi come lo scalo vettura o come sempre più spesso accade, saltano le corse per guasti alle vetture”, si legge nella nota. Secondo CUB, questa situazione espone gli autisti a “discussioni spiacevoli (a volte i toni si alzano troppo) a causa dell'esasperazione dell'utenza che si vede costretta ad attese sempre più lunghe o a dover ricorrere a mezzi alternativi”.

Il sindacato parla apertamente di rischio per la sicurezza degli operatori e di condizioni psicologiche al limite: “Tutto questo mette in pericolo l'incolumità del personale viaggiante oltre ad aumentarne lo stress e la tensione durante il turno di lavoro”.

Il tema più esplosivo riguarda lo stato del parco mezzi. Nella nota si afferma che “tutti i giorni circa il 40% dei bus sono fermi per mancanza pezzi di ricambio ed è una cosa mai vista prima in azienda”. Per CUB, questa è la conseguenza di anni di scelte sbagliate: “A nostro parere i nodi stanno venendo al pettine, dopo anni di gestioni ‘disinvolte’, diciamo così, politica e dirigenza stanno riuscendo ad affondare un'azienda un tempo fiorente”.

Non va meglio sul fronte dei diritti. Il personale denuncia “serie difficoltà ad usufruire delle ferie che gli spettano, fosse anche un solo giorno”, situazione che negli extraurbani si ripeterebbe “se non peggio”.

Questi elementi sono stati portati al tavolo della procedura di raffreddamento, che si è svolta alla presenza del prefetto e dei rappresentanti aziendali. Ma, osserva il sindacato, “i quali non hanno dato risposte concrete su come intendono affrontare i temi da noi evidenziati".

Da qui la proclamazione dello sciopero, definito "una prima azione” per segnalare l’urgenza della situazione: “Cerchiamo di dare un segnale forte a questi signori”. Con una raccomandazione ai colleghi: "Diffidate di coloro che vi dicono che è tutto sotto controllo, perché loro sono la causa dei problemi che viviamo quotidianamente essendo per la strada... loro sono chiusi negli uffici e non se ne rendono minimamente conto del peso che dobbiamo sopportare”.

Il sindacato chiude annunciando un’ultimissima richiesta all’azienda: “Abbiamo sollecitato Amt per avere una relazione sulla situazione economica aziendale!”.


 

Redazione