Cronaca - 20 gennaio 2026, 12:12

Frode fiscale, condannato a dieci anni e otto mesi il “re dei surgelati": disposte confische per oltre venti milioni

Il tribunale di Genova riconosce Salvatore Vetrano colpevole di tutti i reati contestati, ma cade l’aggravante mafiosa. Condanne anche per la moglie, il suocero e un imprenditore genovese del settore ittico

È stato condannato a 10 anni e 8 mesi Salvatore Vetrano, noto come il “re dei surgelati” di Palermo. La sentenza è stata pronunciata dal Tribunale di Genova, che ha riconosciuto Vetrano colpevole di tutti i reati contestati, escludendo però l’aggravante di aver agevolato la mafia, come invece sostenuto dalla procura.

I pubblici ministeri Federico Manotti e Giancarlo Vona avevano chiesto una condanna a 12 anni di reclusione. Oltre alla pena detentiva, il collegio ha disposto la confisca di beni per oltre 20 milioni di euro, comprendente quote societarie e orologi di pregio.

Condannata anche la moglie Anna Bruno, a tre anni e sei mesi. Due anni di reclusione per il padre Pietro Bruno, ritenuto vicino a Totò Riina, limitatamente all’accusa di omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali. Quattro anni e due mesi, infine, per l’imprenditore genovese del settore ittico Mauro Castellani.

Secondo l’impianto accusatorio, Vetrano, estradato dalla Spagna, avrebbe gestito una rete di società con sedi in Italia, Spagna e Portogallo, attraverso le quali sarebbero state realizzate frodi fiscali su vasta scala. I legali degli imputati, Laura Razetto, Laura Liguori, Eleonora Rapallini, Francesco Iacobelli, Alessandro Vaccaro, Loredana Greco, Massimo Boggio, Luigi Latino e Paolo Scarcià, potrebbero ora presentare ricorso in appello.

Redazione