Cronaca - 20 gennaio 2026, 11:48

Strage di Crans-Montana, oggi l’autopsia per chiarire la morte di Emanuele Galeppini

Nessuna ustione evidente sul corpo del sedicenne genovese morto nel rogo del locale 'La Constellation' la notte di Capodanno. Documenti e cellulare erano ancora nelle tasche: l’esame medico-legale disposto dalla Procura di Roma dovrà fare luce sulle cause del decesso

Sarà l’autopsia a fare luce sulle circostanze della morte di Emanuele Galeppini, il ragazzo genovese di 16 anni deceduto nel rogo del locale La Constellation a Crans-Montana, la notte di Capodanno. È questa la speranza dei genitori, che da giorni chiedono una sola risposta: come è morto loro figlio.

Sul corpo del giovane, infatti, non sarebbero state riscontrate ustioni né ferite evidenti. Un dettaglio che alimenta i dubbi della famiglia, insieme ad altri elementi difficili da spiegare: Emanuele aveva con sé il portafogli, i documenti e il telefono cellulare, lo stesso con cui aveva chiamato i genitori poco dopo la mezzanotte per fare gli auguri. Nonostante questo, l’identificazione non è stata immediata e ai familiari è stato richiesto un test del DNA per confermare l’identità del corpo.

Nella giornata di ieri è stata eseguita una TAC, affidata ai periti romani Sabina Strano Rossi, Fabio Di Giorgio e Antonio Oliva. Per la famiglia, come consulente di parte, è stata nominata la dottoressa Francesca Fossati. L’esame radiologico ha avuto l’obiettivo di individuare eventuali microlesioni o traumi non visibili esternamente, “cristallizzando” lo stato del corpo prima dell’autopsia.

Oggi si procederà con l’esame autoptico vero e proprio, disposto dalla Procura di Roma, che ha avviato un’indagine parallela a quella svizzera per fare chiarezza sulla morte dei ragazzi italiani coinvolti nell’incendio. La magistratura elvetica, inizialmente, non aveva infatti disposto l’autopsia, decisione che ha suscitato forti perplessità tra i familiari delle vittime.

Uno dei nodi centrali resta proprio la dinamica del decesso. L’ipotesi più accreditata è che Emanuele possa essere morto per inalazione di fumi tossici, all’interno di una sala sotterranea con una sola via di accesso e con l’uscita di sicurezza che, secondo quanto emerso, sarebbe stata inutilizzabile. Ma solo gli esami medico-legali potranno confermare se questa sia stata la causa della morte o se vi siano altri elementi finora rimasti nascosti.

L’autopsia rappresenta dunque un passaggio decisivo per restituire verità e chiarezza a una famiglia che, oltre al dolore per la perdita, chiede risposte su quanto accaduto in quelle drammatiche ore.

Redazione