Attualità - 22 gennaio 2026, 18:12

Pegli, l’Anpi della delegazione ricorda i bambini e le bambine uccisi in tutte le guerre

L’iniziativa in occasione del Giorno della Memoria: appuntamento sabato prossimo, dalle ore 15,30, in via Pallavicini con l’incontro ‘Le stragi degli Innocenti: da Terezín ai giorni nostri’

I giardini dedicati ai Bambini di Terezín in via Laviosa a Pegli

Ieri Terezín, ieri Bullenhuser Damm, ieri Auschwitz Birkenau, oggi la Striscia di Gaza, oggi l’Ucraina e moltissimi altri fronti di guerra. Passano gli anni, cambiano le latitudini, ma non cambia la sostanza. Quante volte a far le spese dei conflitti tra i vari popoli sono le persone innocenti, in particolar modo le più indifese, i bambini e le bambine. 

Un bollettino lungo e amaro, che accompagna ogni guerra, che indigna ma che non è mai abbastanza per poter fermare gli scontri, per far nascere prese di coscienza collettive. Ieri come oggi piccole creature inermi pagano il conto della guerra dei ‘grandi’: a volte se ne parla, a volte molto meno, come se l’argomento fosse un tabù, come se nascondere certi gesti contribuisse a comprometterne l’esistenza. 

Invece della guerra dei piccoli e delle conseguenze è giusto e sacrosanto parlare, e questo è ancor più importante nel periodo che ci avvicina al Giorno della Memoria, la ricorrenza del 27 gennaio istituita per ricordare l’Olocausto (il 27 gennaio del 1945 è la data in cui l’Armata Rossa liberò il campo di concentramento di Auschwitz).

L’Anpi di Pegli - Sezione Mario e Nicolò Dagnino come sempre fa la propria parte, con una bella iniziativa che gode del patrocinio del Municipio VII Ponente e del Comune di Genova. Sabato prossimo, 24 gennaio, alle ore 15,30, presso la Sala Consiliare di via Pallavicini 5, ecco programmato l’incontro ‘Le stragi degli Innocenti: da Terezín ai giorni nostri’

“Abbiamo pensato a questa iniziativa - racconta Mino Massino, presidente dell’Anpi di Pegli - proprio in occasione del Giorno della Memoria e abbiamo invitato il deputato Federico Fornaro, il magistrato Francesco Pinto e il nostro presidente provinciale Massimo Bisca. Saranno loro a intervenire, in un pomeriggio ricco di contenuti e a ingresso libero. Contiamo in una numerosa partecipazione della cittadinanza”.

Si ripercorreranno le stragi dei bambini, partendo proprio da Terezin. Per chi vuole ricordare la storia, i bambini di Terezín erano quasi quindicimila minori ebrei (inclusi adolescenti), che tra il 1941 e il 1945 vissero nel campo di concentramento di Theresienstadt (Terezín, nell’attuale Repubblica Ceca). Nonostante la fame, le malattie e le molte privazioni, sotto la guida di alcuni pedagogisti prigionieri con loro nel campo hanno lasciato tracce sorprendenti della loro creatività e voglia di vivere: disegni, racconti, poesie, musica, prima di essere quasi tutti deportati a gruppi nei ghetti della Polonia e quindi direttamente nei campi di sterminio di Treblinka e Auschwitz

L’United States Holocaust Memorial Museum calcola che il novanta per cento di quei bambini morirono nei campi di sterminio. Una sorte non dissimile, purtroppo, dai bambini uccisi nel conflitto sulla Striscia di Gaza. Secondo l’organizzazione Save the Children, in quasi due anni di conflitto a Gaza, almeno ventimila bambini hanno perso la vita sotto i bombardamenti dalle forze israeliane. Questo dato si traduce in più di un bambino palestinese ucciso ogni ora dall’ottobre 2023. 

“Si tratta di una statistica vergognosa e, cosa ancora peggiore, lo avevamo previsto - affermano da Save the Children - Le conseguenze non riguardano solo i morti, ma anche decine di migliaia di feriti, mutilati e malnutriti, in una Striscia devastata dove scuole e ospedali sono stati distrutti e la carestia mette a rischio di morte oltre 132mila bambini sotto i cinque anni”. 

Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’ufficio stampa del Governo di Gaza, almeno ventimila bambini - cioè circa il 2% della popolazione infantile di Gaza - sono stati uccisi dall’ottobre 2023. Più di mille dei bambini uccisi non avevano ancora compiuto l’anno di vita. Quasi la metà di questi neonati è nata durante la guerra, e a causa di essa è stata uccisa. 

Almeno 42.011 bambini sono rimasti feriti, secondo il Ministero della Salute, mentre il Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità segnala almeno ventunomila bambini rimasti invalidi a vita. Migliaia di altri sono dispersi o presumibilmente sepolti sotto le macerie. Le forze israeliane hanno danneggiato il 97% delle scuole, il 94% degli ospedali e ucciso bambini, che hanno una probabilità di morire sette volte maggiore per ferite da esplosione rispetto agli adulti. 

Ecco perché il Giorno della Memoria rimane sempre attuale, ed ecco il senso di non spegnere mai la luce dell’attenzione. Non andrebbe mai spenta neppure quella della ragione ma questo, con ogni evidenza, è ancora l’esercizio più difficile.