Disprezzo per il diritto internazionale, rapporti di forza come unica bussola per orientare le relazioni tra stati, tensione di tutto questo con la ricerca da parte degli individui e dei popoli di maggiore libertà, uguaglianza e giustizia. Gli avvenimenti delle ultime settimane rendono sempre più urgente e importante parlare delle prove a cui la democrazia è sottoposta nel mondo. È necessario tentare di avanzare collettivamente nella comprensione di ciò che accade e di quali siano condizioni e strumenti per tornare ad avere democrazie forti che costruiscano giustizia sociale e ambientale e relazioni multilaterali tra nazioni. È questo l’obiettivo della tre giorni “Democrazia alla prova” organizzata da Forum Disuguaglianze e Diversità e da Palazzo Ducale, in programma al Palazzo Ducale a Genova dal 23 al 25 gennaio.
“La democrazia è procedura e diritto, è il come stiamo insieme collettivamente. Ma è anche il sistema che può e deve garantire uguaglianza e giustizia sociale e ambientale per come è stato pensato in Italia ottanta anni fa dai nostri padri e le nostre madri costituenti. Ma la democrazia non è mai data una volta per tutte, è per sua natura un sistema in continuo divenire che deve continuamente adattarsi al contesto. Oggi il problema è il mancato adattamento, e il consolidarsi di quello che vedevamo all’orizzonte durante il Covid, ovvero la saldatura tra neoliberismo e autoritarismo che mette in pericolo il nostro vivere insieme”, ha dichiarato Fabrizio Barca, co-coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità e curatore insieme a Luca Borzani della tre giorni, il quale prosegue: “Il documento degli assunti su cui abbiamo invitato i relatori e le relatrici a ragionare e discutere racconta il mutamento sociale e politico segnato dalla profonda complessità̀ che stiamo vivendo, l’indirizzo preso dalla trasformazione digitale, la straordinaria concentrazione di ricchezza e potere in poche mani, e la potente dinamica autoritaria in atto. Noi crediamo tuttavia che la democrazia possa rigenerarsi. Contiamo di comprendere meglio come farlo. Perché la democrazia torni ad essere un sistema capace di assicurare a tutti e tutte un peso effettivo sulle decisioni pubbliche”.
«Palazzo Ducale – ha commentato Massimiliano Morettini, membro del Consiglio direttivo di Palazzo Ducale – conferma il suo ruolo di spazio di confronto, di ascolto e di costruzione del pensiero collettivo. L’altissimo livello di prenotazioni per questa importante iniziativa segnala la centralità del tema e rafforza Palazzo Ducale nella sua vocazione di cultura diffusa, popolare e non esclusiva ed elitaria. Siamo consapevoli che il compito della cultura sia esattamente questo. In una fase storica segnata da disuguaglianze crescenti, tensioni internazionali e fragilità democratiche, sentiamo la responsabilità di offrire un luogo aperto e autorevole in cui analisi rigorosa e dialogo pubblico possano incontrarsi. Palazzo Ducale non è solo contenitore di eventi, ma soggetto attivo che favorisce la circolazione delle idee, il confronto tra discipline e generazioni, e la partecipazione consapevole dei cittadini. È da spazi come questo che può partire una riflessione capace di incidere sul presente e immaginare il futuro della democrazia».
Durante la tre giorni interverranno relatori e relatrici di diverse discipline e campi di azione, di ogni fascia generazionale e vari paesi, con interventi su Stati Uniti, India, Cina e Italia e il punto di vista delle nuove generazioni. La prospettiva non sarà quella usurante della “crisi della democrazia” ma dell’analisi profonda delle sfide che la democrazia sta affrontando e delle azioni possibili per rigenerarsi.
Le cinque sessioni e i protagonisti
La tre giorni vedrà alternarsi analisi e dialoghi a più voci: i lavori inizieranno il pomeriggio del 23 gennaio alle 17:30 e termineranno alle 13:30 di domenica 25 gennaio. Le prime due sessioni si intersecano guardando alle stesse vicende con due diverse prospettive: quali siano le questioni a cui il neoliberismo prima e l’autoritarismo poi hanno offerto una risposta che la democrazia non riusciva a dare, divenendo così egemoni; come la democrazia ha cercato di reagire e può reagire alla prova a cui è sottoposta.
Nel pomeriggio del 23 gennaio la prima sessione “Democrazia, Stato, neoliberismo e autoritarismo: passato e presente” sarà aperta dalle lectio introduttive di Gaetano Azzariti (Università Sapienza, Roma), Nadia Urbinati (Columbia University, New York) e Massimo Florio (Università di Milano e Forum Disuguaglianze e Diversità). Alle 21:00 la sessione terminerà con la lectio “L’internazionale nazionalista. Dal neoliberismo all’autoritarismo” di Lucio Caracciolo (Limes). La seconda sessione “Democrazia, Stato, neoliberismo, autoritarismo: futuro” aprirà la giornata di sabato 24 gennaio con un dialogo sull’indirizzo attuale e potenziale della tecnologia digitale a cui parteciperanno Evgeny Morozov (scrittore, in collegamento), Ugo Pagano (Università di Siena e Forum Disuguaglianze e Diversità) e Juan Carlos De Martin (Politecnico di Torino) coordinati da Gea Scancarello (giornalista).
Seguiranno le lectio di Vincent Bevins (giornalista e scrittore), a partire dal suo libro Se noi bruciamo. Dieci anni di rivolte senza rivoluzione; la lectio su politica e politiche dello “sperimentalismo democratico” di Filippo Barbera (Università di Torino, Forum Disuguaglianze e Diversità) e la lectio di Elena Granaglia (Università Roma Tre, Forum Disuguaglianze e Diversità). La terza sessione “Nuove generazioni e democrazia” è guidata dal punto di vista delle nuove generazioni, per comprendere l’equilibrio fra la consapevolezza delle ingiustizie e le intuizioni sul rinnovamento della democrazia, e una sfiducia in tutte le forme organizzate, partiti in testa. Si aprirà con il dialogo fra Medea Ferrigno (Nesti impresa sociale), Ismahan Hassen (Dedalus – Centro interculturale Officine Gomitoli), Alba Lala (Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane) e Carmelo Traina (Questa è la mia Terra), coordinati da Eugenio Damasio (No Panic Agency).
Nel pomeriggio del 24 gennaio si terrà la quarta sessione “Stati Uniti, India e Cina” in cui verrà preso di petto il caso Stati Uniti, per cogliere l’essenza della gravissima svolta autoritaria in atto, e domandarsi se essa dipenda da condizioni di quella nazione o anticipi tendenze generali. Ci si porranno poi simili domande anche sull’India, la più grande democrazia al mondo, e sulla Cina, analizzando come vengano prese le decisioni in quel particolare modello di governo. Interverranno con una lectio Jayati Ghosh (Jawaharlal Nehru University, New Delhi) in collegamento dall’India, Federico Masini (Università Sapienza, Roma) e Susan Stokes (Chicago University, Chicago) in collegamento dagli USA. Le reazioni alle tre lectio saranno di Lucio Caracciolo (Limes) e Fulvio Lorefice (Bistoncini Partners).
La giornata del 24 gennaio si concluderà con la seconda parte della sessione su “Nuove generazioni e democrazia” con un dialogo fra Melissa Aglietti (giornalista freelance e autrice video), Lorenzo Cirino (Scomodo) e Raffaele Giuliani (content creator), coordinati da Eugenio Damasio. Nella serata, alle 20:45, verrà proiettato il documentario “Noi e la grande ambizione” di Andrea Segre, un racconto corale delle parole chiave e dell’impegno politico delle nuove generazioni. La proiezione sarà seguita da un confronto fra le/i partecipanti alla terza sessione e il regista. La mattina di domenica 25 gennaio si svolgerà la quinta e ultima sessione “Italia: specificità, senso comune, opportunità per partiti, lavoro e cittadinanza organizzata” dove ci si interrogherà sulle premesse e sulle specificità della dinamica autoritaria in atto, sui suoi nessi con il capitalismo e con la società italiana, sul fortissimo aumento dell’assenteismo elettorale, sulla sfida di contendere l’attuale senso comune prevalente, e sulle opportunità di una reazione politica radicale a cui concorrano le forme organizzate del lavoro e della cittadinanza attiva.
La sessione inizierà con una lectio di Piero Ignazi (Università di Bologna), proseguirà con un dialogo sulla contesa per l’egemonia sul senso comune con Serena Mazzini (esperta di media digitali), Chiara Volpato (Università di Milano-Bicocca) e Alessia Zabatino (Forum Disuguaglianze e Diversità), e con il dialogo sul contributo delle organizzazioni del lavoro e della cittadinanza e dei movimenti di base alla reazione della democrazia italiana con Andrea Morniroli (Assessore alle Politiche sociali e alla Scuola della Regione Campania, Forum Disuguaglianze e Diversità) e Serena Sorrentino (Cgil). La tre giorni si concluderà con il dialogo tra Angela Condello (Università di Messina), Guido Formigoni (Università IULM, Milano), Alfio Mastropaolo (Università di Torino) e Lorenzo Zamponi (Scuola Normale Superiore di Firenze, Jacobin) che interpreteranno e reagiranno ai principali messaggi della tre giorni con il coordinamento di Gloria Riva (giornalista).
La tre giorni sarà accompagnata dai commenti quotdiani di Mattia Diletti (sociologo politico), Franco Monaco (giornalista) e Gloria Riva (giornalista) in collaborazione con L'Espresso. Gli appuntamenti live di “Dentro Democrazia alla prova” saranno trasmessi sul sito della rivista venerdì 23 gennaio alle 19:50, sabato 24 gennaio alle 14:00 e domenica 25 gennaio alle 13:50.
Il disegno della locandina è di Lorenzo Calza, sceneggiatore e vignettista. La grafica è curata dall'agenzia di comunicazione No Panic che è parte dell'intera iniziativa. Pitto-P.Zeta srl è partner tecnico.
Il documento con gli assunti che guidano i lavori: https://bit.ly/democrazia-alla-prova-assunti
ll programma della tre giorni: https://bit.ly/democrazia-alla-prova-programma
Link per prenotarsi: https://palazzoducale-genova.midaticket.com/categoria/democrazia-alla-prova/