Il 24 gennaio 1979 le Brigate Rosse uccidevano Guido Rossa, operaio dell’Italsider di Cornigliano, iscritto al Pci, delegato sindacale FIOM-CGIL e componente del Consiglio di fabbrica dal 1970. Un delitto che arrivò otto mesi e mezzo dopo l’assassinio di Aldo Moro e che segnò uno spartiacque nella storia del Paese e del movimento operaio. Rossa, esperto alpinista, fotografo, pittore e scultore, venne assassinato per aver denunciato Francesco Berardi, brigatista infiltrato in fabbrica: una scelta di responsabilità e coraggio civile che contribuì in modo decisivo alla sconfitta del terrorismo.
Come ogni anno, la giornata di commemorazioni si è aperta ai giardini di via Fracchia, luogo dell’agguato, con la deposizione di una corona di fiori. Alla cerimonia ha preso parte la sindaca di Genova Silvia Salis, che ha voluto rivolgersi direttamente alle studentesse e agli studenti dell’Istituto comprensivo Oregina presenti all’iniziativa: "Oggi ricordiamo un uomo che, in uno dei momenti più difficili della storia del nostro Paese, quando la paura stava rischiando di distruggere la speranza, ha deciso di non voltarsi dall’altra parte per compiere la scelta più giusta, una scelta che si può fare ancora oggi, ogni giorno, una scelta che voi potrete compiere in ogni momento della vostra vita".
La sindaca ha poi sottolineato come l’uccisione di Guido Rossa rappresenti "uno degli eventi tragici fondanti della cultura e dell’identità di Genova», ricordando che "la sua storia ci parla di diritti, di libertà, di lavoro e anche della dignità di chi ha difeso un movimento operaio che spesso è stato infangato da chi lo associava per convenienza politica a un’organizzazione terroristica che stava distruggendo l’armonia e la libertà del nostro Paese». "Non deve mai morire la memoria di chi ha fatto qualcosa di grande per tutti noi", ha concluso.
Alla commemorazione erano presenti anche la presidente del Municipio I Centro Est Simona Cosso, il presidente di ANPI Genova Massimo Bisca, il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa, l’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti, la prefetta Cinza Torraco, la questora Silvia Burdese e i consiglieri regionali Armando Sanna e Stefano Giordano.
In tarda mattinata il ricordo si è spostato alle Acciaierie d’Italia di Cornigliano. Dopo l’introduzione di Armando Palombo, RSU ADI in AS, e i saluti della direzione aziendale, sono intervenuti il presidente della Regione LiguriaMarco Bucci, l’arcivescovo di Genova Marco Tasca, Stefano Rebora per Music For Peace, e la sindaca Salis. Le conclusioni sono state affidate al segretario generale della CGIL Maurizio Landini.
A margine della cerimonia, Bucci ha dichiarato: "Vengo per la nona volta da rappresentante delle istituzioni a commemorare Guido Rossa. La sua coraggiosa testimonianza e il suo esempio segnarono la svolta che portò alla sconfitta del terrorismo: un esempio che deve valere ancora oggi, per affrontare con determinazione e rispetto delle istituzioni le sfide del presente e del futuro, anche nei luoghi di lavoro".
Il presidente ha poi aggiunto: "Chi reclutava terroristi nei luoghi di lavoro non rispettava l’ambiente di lavoro stesso: la testimonianza di Guido Rossa ci ricorda quanto siano fondamentali il coraggio civile, il rispetto delle regole e delle persone". Bucci ha quindi affrontato il tema del futuro dello stabilimento di Cornigliano e del polo siderurgico genovese, ribadendo la volontà di mantenerlo e rafforzarlo, richiamando il lavoro svolto insieme a comitati e realtà del territorio e l’attesa per le decisioni del nuovo investitore sul forno elettrico, sottolineando che «la priorità resta l’acciaio".
“Il sacrificio di Guido Rossa ha rappresentato uno spartiacque nella storia della sinistra italiana, segnando una condanna netta e definitiva del terrorismo. La sua testimonianza deve continuare a essere un monito per tutti: mai permettere che principi ideologici, strumentalizzazioni o finalità di parte possano anche solo avvicinare, persino inconsapevolmente, la politica al terrorismo o a qualsiasi forma di violenza", ha dichiarato Stefano Balleari, Presidente del Consiglio regionale della Liguria, a margine della cerimonia.
Nel suo intervento, Stefano Rebora, l'anima di Music For Peace, ha collegato la memoria di Guido Rossa all’attualità: "Siamo qui per ricordare un cittadino operaio proletario, ucciso da atto terroristico che colpì uomo e idea", ricordando che "la sua morte è inaccettabile e ci ricorda che l’odio ideologico distrugge". Rebora ha richiamato il valore della memoria come azione quotidiana: "Ricordare Guido Rossa significa questo: chiedersi ogni giorno da che parte stiamo: lavoro o indifferenza?", concludendo con un messaggio netto: "Guido Rossa messaggio semplice: difendere la democrazia. Restiamo umani".
A chiudere la mattinata è stato l’intervento di Landini: "È importante che il Paese non perda la memoria: la democrazia in Italia esiste e si è rafforzata grazie al mondo del lavoro e al ruolo decisivo della classe operaia". Il segretario generale della Cgil ha poi aggiunto: "Non è un caso che la crisi della democrazia che stiamo vivendo coincida con un aumento della precarietà, dello sfruttamento e della svalorizzazione del lavoro. Oggi ricordare il sacrificio di Rossa significa anche avere chiaro che per rafforzare davvero la democrazia c’è bisogno di rimettere al centro il lavoro, i diritti e la centralità della persona".
Alle 12 la commemorazione è proseguita presso la Camera del Lavoro di Genova, in via San Giovanni d’Acri, davanti al monumento dedicato a Guido Rossa. Un momento di raccoglimento curato dalla Cgil, con gli interventi della funzionaria Vanda Valettini, del presidente ANPI Bisca e dello stesso Landini. Presenti anche alcune classi delle scuole superiori genovesi, coinvolte in un percorso di visita alla Casa del Sindacato e alla Quadreria CGIL Enrico Bruno Novali, guidato dalla curatrice Gigliola Novali, per approfondire il legame tra arte, memoria e impegno civile.
Le iniziative si sono concluse nel pomeriggio, alle 14.30, con la commemorazione unitaria di Cgil Cisl Uil davanti al monumento dedicato a Guido Rossa in Largo XII Ottobre (piazza Piccapietra), con la deposizione di una corona di alloro. L’orazione, in forma unitaria, è stata tenuta da Simona Nieddu. Presente anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein: “Ricordare Guido Rossa è importantissimo perché vuol dire ricordare il coraggio di chi ha pagato purtroppo con la vita, ucciso dalle Brigate Rosse, il coraggio e i suoi valori di giustizia a difesa della democrazia”, ha dichiarato. Un insegnamento che, secondo Schlein, resta attuale: “Un insegnamento che vale ancora oggi, una lezione che dobbiamo trarre ancora oggi perché Guido Rossa era un sindacalista che ha avuto il coraggio di denunciare il terrorismo, di prenderne la massima distanza sapendo che avrebbe corso dei rischi”, ha affermato.
Ricordare l’esempio di Guido Rossa "è un dovere per tutti, che non è un santo o un eroe, ma prima di tutto un lavoratore, un delegato sindacale della Fiom, un militante del Partito Comunista, che, in anni complicati, ha deciso di alzarsi e mettersi dalla parte giusta. Il suo esempio va ricordato perché ha saputo incarnare la lotta al terrorismo a difesa dei valori di libertà e democrazia". Così ha affermato il vicesindaco di Genova, Alessandro Terrile, intervenuto alla cerimonia.
Il vicesindaco ha ringraziato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, per la partecipazione, anche quest’anno, alla cerimonia, la Fiom, la Camera del Lavoro e tutto il mondo sindacale “per contribuire in modo determinante nel ricordare la memoria e l’esempio di Rossa, a distanza di 47 anni”
Nel proprio intervento, Terrile, citando il Galileo Galilei di Brecht “sventurata la terra che ha bisogno di eroi”, ha sottolineato che: "negli anni Settanta, la nostra città ha avuto bisogno di atti di eroismo: il sacrificio di Guido Rossa non fu, però, l'atto isolato di un santo laico, ma nasceva nel contesto preciso del movimento operaio, del mondo sindacale e del Partito Comunista che hanno saputo fare argine al terrorismo. Il sacrificio di Guido Rossa – ha detto il vicesindaco - fu uno spartiacque, come ci dicono oggi gli storici, nella lotta al terrorismo. Lo dobbiamo al coraggio, alla responsabilità e al rigore di Guido Rossa. Lo dobbiamo alla consapevolezza dei partiti della sinistra costituzionale, del mondo sindacale e del movimento operaio che, per cambiare la società, per raggiungere gli obiettivi di giustizia e uguaglianza sociale, bisognava usare strumenti democratici, fuori e dentro i luoghi di lavoro. Riconoscere quel contesto serve a combattere, oggi, ogni tentativo di riscrittura della storia di quel periodo e serve a non deresponsabilizzarci su quanto dobbiamo fare, seguendo l’esempio di Guido Rossa: riconoscere ogni forma di terrorismo e di fascismo e combatterla, alimentando i diritti democratici e del lavoro, proprio come ebbe il coraggio di fare, anche a costo della propria vita, Guido Rossa, difendendo i valori di democrazia e libertà".