Attualità - 23 gennaio 2026, 10:40

Maurizio Landini a Genova: “Ricordare Guido Rossa significa mettere al centro lavoro e diritti”

Il segretario generale della Cgil: “Le fabbriche devono avere un futuro, i salari crescere, lo Stato intervenire per progetti industriali seri”

“È importante che il Paese non perda la memoria: la democrazia in Italia esiste e si è rafforzata grazie al mondo del lavoro e al ruolo decisivo della classe operaia”. Così Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, intervenendo in occasione della commemorazione di Guido Rossa. “Non è un caso che la crisi della democrazia che stiamo vivendo coincida con un aumento della precarietà, dello sfruttamento e della svalorizzazione del lavoro. Oggi ricordare il sacrificio di Rossa significa anche avere chiaro che per rafforzare davvero la democrazia c’è bisogno di rimettere al centro il lavoro, i diritti e la centralità della persona”.

Landini ha poi parlato della situazione industriale e occupazionale, soffermandosi sul futuro dello stabilimento siderurgico di Genova: “Siamo in una fabbrica che deve ancora scrivere il suo futuro. Nonostante le grandi battaglie dei lavoratori e della città negli ultimi mesi, lo stabilimento è a rischio. La siderurgia resta un’attività strategica per ogni Paese che voglia mantenere un tessuto industriale forte. Dopo gli errori degli anni passati, oggi è necessario un intervento diretto dello Stato e del governo per dare prospettiva reale a questa attività”.

Il segretario della Cgil ha sottolineato l’importanza di progetti industriali seri e investimenti concreti, insistendo sul ruolo dello Stato: “Se si vuole dare credibilità a una prospettiva di rilancio, il governo deve metterci la faccia, assumersi la responsabilità di garantire continuità produttiva senza tagli occupazionali”.

Sul fronte nazionale, Landini ha evidenziato la questione salariale e la redistribuzione della ricchezza: “Esiste una questione salariale grande come una casa. È fondamentale aumentare i salari con il rinnovo dei contratti e ridurre la concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi. Non si può essere poveri lavorando. Serve una riforma fiscale che inizi a tassare la ricchezza, la rendita finanziaria e immobiliare, non il lavoro e i pensionati. Solo così sarà possibile finanziare investimenti in sanità, trasporti e servizi pubblici, e dare ai giovani una prospettiva di vita dignitosa”.

Infine, sul ruolo del sindacato nel contrastare la concentrazione di profitti dei grandi gruppi industriali, Landini ha dichiarato: “Un tempo le grandi industrie industrializzavano, inquinavano, ma restituivano compensazioni sul territorio e posti di lavoro. Oggi i profitti aumentano senza ridistribuire, e su questo dobbiamo puntare una diga, un progetto che restituisca centralità al lavoro e ai territori”.

F. Antonopulo, C. Orsetti


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