Attualità - 26 gennaio 2026, 11:45

Caduti di Brema, la Fin Liguria ricorda la genovese Daniela Samuele

Un minuto di silenzio nelle piscine il giorno e all'ora della tragedia

Il 28 gennaio 2026 ricorre il sessantesimo anniversario della tragedia di Brema. La FIN Liguria raccoglie l’invito della Federazione Italiana Nuoto che chiede di ricordare quelle giovani vite perché non siano solo nomi in un elenco ma storie, volti, passioni. Tra loro c’è anche la genovese Daniela Samuele che al momento dell’incidente aveva 17 anni. A ricordarla è la cugina Roberta Turini, ex nuotatrice e tecnico dell’Andrea Doria.

“Gemendo il fior de’ tuoi gentil anni caduto”. Ugo Foscolo dedicava questi versi al fratello Giovanni, morto prematuramente. È la stessa frase che la madre di Daniela volle incidere sulla tomba della figlia, perché nessun’altra, più di quella, riusciva a dare forma al dolore per una vita spezzata troppo presto.

Daniela Samuele aveva solo 17 anni. Era di Genova. Il suo nome è tra le nove vittime della tragedia di Brema, il disastro aereo del 28 gennaio 1966 che cancellò una generazione del nuoto italiano. Sette atleti della Nazionale, l’allenatore Paolo Costoli e il giornalista Rai Nico Sapio morirono nell’incidente dell’aereo Lufthansa precipitato in fase di atterraggio mentre la squadra era diretta al più importante meeting indoor della stagione. 

A raccontare Daniela oggi è Roberta Turini, ex nuotatrice e tecnico dell’Andrea Doria, cugina (suo papà era il fratello della mamma di Daniela), coetanea di Daniela, entrambe nate nel 1948. Un racconto fatto di ricordi personali e di corsie condivise. «Siamo state rivali per tanti anni», ricorda. Daniela aveva iniziato a nuotare a Genova, dove la famiglia abitava. Non faceva parte di nessuna società ma si allenava negli impianti del Coni. Poi, a dodici anni, il trasferimento a Milano per il lavoro del padre, impiegato al Consorzio Agrario. Prima la Canottieri Milano, poi la Canottieri Olona: è lì che il suo talento esplode.

«In allenamento andava fortissimo», racconta Roberta. Tanto da attirare l’attenzione di Parodi, allora presidente della Federazione e della Canottieri Olona. La convocazione in Nazionale arriva quasi all’improvviso, all’ultimo momento. È di fatto la prima chiamata azzurra per Daniela, che fino a quel momento non aveva ancora vinto un titolo italiano assoluto. Nel 1965, ai campionati di categoria, Roberta e Daniela si erano anche sfidate in uno spareggio che, a pensarci adesso, è stato molto di più di una sentenza sportiva. Doveva essere l’inizio di qualcosa e invece… 

«Ricordo benissimo la telefonata di quel giorno con cui ci comunicarono quello che era successo – racconta Roberta – che aggiunge un particolare – Una delle prime cose che mi disse mio padre, sconvolto, fu “Tu non nuoti più”. Mia zia era sola in casa quella sera, stava guardando il Festival di Sanremo… La famiglia non superò mai questa tragedia. Lei non era particolarmente vicina a quell’attività sportiva, chi ci teneva e l’aveva spinta a continuare era il papà, mio zio». 

«Daniela riposa al Cimitero Monumentale di Milano. La sua tomba è vegliata da un angelo sospeso che sembra che si stia tuffando – continua Roberta con commozione – Sulla lapide, il verso di Foscolo. La zia andava a trovarla ogni giorno».

Daniela, però, non era solo nuoto. Era una ragazza solare, sempre sorridente. Frequentava il liceo artistico, dipingeva, scriveva poesie. Era felice di trasferirsi a Milano, curiosa, piena di progetti. Una promessa dello sport e della vita «di Genova – sottolinea Roberta – perché anche se si è trasferita lei è di Genova, non dimentichiamolo».

I ricordi personali si sovrappongono a quelli sportivi. Fu una perdita immensa per tutto il movimento natatorio. Erano davvero il fior fiore del nuoto italiano, lo ricorda anche Roberta; dopo Brema si dovette ricominciare quasi da zero, e già come nazionale si faceva fatica a imporsi a livello internazionale. 

Sessant’anni dopo Brema, il nuoto italiano continua a fare i conti con quella ferita. Ricordare Daniela Samuele non è solo un dovere per Genova e la Liguria, ma significa anche restituire un volto, una voce a una ragazza che rappresentava il meglio di una generazione. 

In occasione di questa ricorrenza si chiede a tutte le società sportive di interrompere per un minuto, alle ore 18:50 del 28 gennaio 2026, tutte le attività in essere presso le piscine e che contestualmente venga letto il seguente ricordo:

“Il 28 gennaio 1966 un aereo della Lufthansa partito da Francoforte precipitò in fase di atterraggio. Nessun superstite. Tra le 46 vittime vi erano una selezione della Nazionale di Nuoto – Bruno Bianchi (22 anni), Amedeo Chimisso (19), Sergio De Gregorio (19), Carmen Longo (18), Luciana Massenzi (20), Chiaffredo Dino Rora (20), Daniela Samuele (17), l’allenatore Paolo Costoli (55) e il giornalista RAI Nico Sapio (36). 

La selezione italiana di nuoto era diretta al meeting di Brema, il più prestigioso appuntamento della stagione indoor che sarebbe stato trasmesso in eurovisione. 

La Federazione Italiana Nuoto ricorda quelle giovani vite come modello per generazioni future che, avvicendandosi, hanno reso vincente il nuoto italiano nel mondo.”