Politica - 26 gennaio 2026, 14:56

Emergenza asili, la sindaca Salis lancia il piano straordinario: nessuna sezione chiusa e nuove assunzioni

Dopo l’incontro con i sindacati, annunciati dieci posti a tempo indeterminato, misure urgenti contro le assenze e difende l’uso temporaneo delle cooperative: “Meglio una scelta scomoda che mandare i bambini a casa”

"È inaccettabile che i bambini vengano rimandati a casa". Con queste parole la Sindaca Salis ha aperto il resoconto dell'incontro avvenuto questa mattina con i sindacati per affrontare la crisi dei servizi scolastici 0-6 anni. “Non verrà chiusa nessuna sezione per l'anno che inizia a settembre”.  Confermato, invece, il passaggio alla gestione statale della scuola 'Arcobaleno' di Borzoli.

La novità più rilevante riguarda la stabilità lavorativa, con l’annuncio di un bando di assunzione per 10 insegnanti a tempo indeterminato a partire da settembre.  L’obiettivo dichiarato è quello di potenziare la pianta organica e, se possibile, aumentare ulteriormente questo numero in base alle necessità future, per segnare una “forte discontinuità col passato”.

La scelta di non procedere ad accorpamenti o chiusure è stata definita una “scelta politica” precisa: nonostante il drastico calo demografico, con il passaggio dai 17.849 bambini del 2002 ai 10.483 per il biennio 2025-2026, l’amministrazione ha deciso di dare priorità all’impatto sociale dei presidi territoriali piuttosto che alla mera “matematica” dei numeri. Per affrontare l’emergenza immediata, che vede ogni giorno circa 20 educatori assenti, spesso per l’elevato ricorso ai permessi della Legge 104, fisiologico in un settore quasi interamente femminile, sono state attivate misure urgenti che prevedono l’assunzione di 20 educatori a tempo determinato per coprire le scoperture entro metà marzo, la creazione di una task force di 9 educatori per la gestione delle supplenze brevi e improvvise negli ambiti cittadini e l’impiego temporaneo di 5 unità provenienti dalle cooperative per tamponare i prossimi due mesi. 

Proprio sull’utilizzo delle cooperative, la sindaca è stata irremovibile di fronte ai sindacati: “Devo scegliere tra una misura sgradita e rimandare i bambini a casa; io scelgo di non mandare i bambini a casa”, garantendo comunque che il Comune vigilerà affinché a questi lavoratori siano assicurati salario minimo e condizioni di lavoro dignitose: “Non possiamo accettare che facciano due ore in un istituto, poi du ore in un altro istituto dall'altra parte della città”. “È un tema di civiltà”, ha concluso Salis, sottolineando come i disservizi negli asili penalizzino in primo luogo le donne, spesso costrette a rinunciare alla carriera o al lavoro quando il servizio pubblico viene meno, e ribadendo che con questo piano l’amministrazione punta a garantire la certezza del servizio pubblico e a ristabilire un clima di fiducia per tutte le famiglie genovesi.

LA REPLICA DEI SINDACATI

"L’incontro tra Cisl Fp Liguria e Comune di Genova sui servizi educativi 0–6 si è concluso con esiti complessivamente insoddisfacenti - dichiara Cinzia Maniglia, segretaria regionale Cisl Fp Liguria - . Il sindacato conferma la propria contrarietà al ricorso a soluzioni esterne alla gestione comunale, ritenute non coerenti con l’obiettivo di garantire risposte strutturali e reali.

Alcune richieste sindacali sono state recepite, tra cui la pubblicazione dell’avviso con applicazione della norma sui titoli in deroga e alcuni rafforzamenti organizzativi. Servono tempi certi, piena funzionalità degli strumenti e verifica dei risultati perché ulteriori ritardi rischiano di pesare sull’intero sistema educativo.

L’Amministrazione ha confermato l’inserimento di 3–5 operatori tramite cooperative sociali in tre scuole dell’infanzia e 9 assunzioni a tempo determinato tramite avviso per supplenze brevi, a fronte di 15 candidature pervenute. Numeri che dimostrano come fosse possibile rafforzare il sistema con assunzioni interne, evitando scorciatoie esterne.

Criticità anche sul piano organizzativo: il personale delle cooperative opererebbe senza compresenza nella fascia 14–17, con ricadute sulla qualità educativa e sulla sicurezza. Annunciate inoltre 20 assunzioni a tempo determinato da aprile e almeno 10 a tempo indeterminato tramite concorso. Coperture minime indispensabili, non una conquista. È incomprensibile mantenere un’impostazione esterna mentre restano decisive l’accelerazione del concorso e una programmazione stabile degli organici. Così si spezza la giornata educativa senza risolvere la criticità”.


 


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