Attualità - 27 gennaio 2026, 17:46

Waterfront di Levante, Salis: “Esselunga si è sfilata, Coop ha accettato i nostri vincoli”

La sindaca chiarisce il cambio della guardia nell’area commerciale: “Nessuna deroga sulla tutela del commercio locale”

Esselunga si è ritirata dalla trattativa, bisogna che sia chiaro questo, perché sennò viene veicolato un messaggio lontano dalla realtà”. La sindaca Silvia Salis interviene così sulla partita dell’area commerciale al Waterfront di Levante, chiarendo il percorso che ha portato all’ingresso di Coop al posto di Esselunga e rivendicando la rigidità dell’amministrazione sulle condizioni iniziali del progetto.

C’è un tema di tematismo, non è un gioco di parole - spiega - Esselunga, a quanto ci risulta, non si voleva adeguare a questo tematismo. Noi non siamo stati disposti ad allentare su questo passaggio, perché per noi era fondamentale, anche per mettere una serie di paletti a un progetto che abbiamo ereditato, come l’abbiamo trovato”.

Secondo la sindaca, l’amministrazione non ha modificato le regole: “Noi su quei vincoli non abbiamo fatto nessun tipo di trattativa, sono rimasti quelli che erano. Come per esempio anche le cose di tradizione, dei prodotti locali. Noi non abbiamo cambiato in nessun modo, non ci abbiamo messo mano”.

Da qui la ricostruzione: “Se Esselunga avesse accettato le regole di ingaggio, ci sarebbe Esselunga nell’ambito del Waterfront. Invece Esselunga si è sfilata dalla trattativa. Coop ha accettato il tematismo che era stato messo all’inizio”.

Salis sottolinea che si tratta di “un’operazione tra privati” e che il ruolo del Comune è stato quello di vigilare sul rispetto delle condizioni: “Abbiamo anche rischiato che non ci fosse nessun interessato, perché potevamo derogare sul tematismo e mandare avanti la cosa facendo finta di niente, come tante volte si è fatto in passato. Invece siamo rimasti allineati a quello che era il tematismo, anche a tutela dei negozi e del commercio della zona”.

L’area commerciale, però, viene letta anche in relazione al Palasport: “Quel progetto è sostenibile mantenendo gli affitti dell’area commerciale. È molto semplice: quel Palasport era sostenibile se gli affitti dei negozi fossero andati al sostegno dell’attività sportiva”.

La sindaca non usa mezzi termini sulla situazione ereditata: “Stiamo ereditando un’operazione che dal punto di vista finanziario e sportivo non è sostenibile. Bisogna avere il coraggio di dire le cose: il Palasport, se tu non hai anche l’area commerciale, non è sostenibile economicamente. È un dato di fatto che sta nei numeri”.

E ancora: “Parliamo di un impianto che costa migliaia di euro al giorno. Non ha né la struttura per dedicarsi allo sport per tutti né quella per certi eventi, è una via di mezzo onerosissima”. L’obiettivo ora è “organizzare manifestazioni e trovare una soluzione per sfruttarlo”, ma la condizione economica resta centrale.

Sul fronte dei rapporti con il territorio, Salis assicura “attenzione e ascolto per i commercianti della zona”, ribadendo che “ci sarà comunque un supermercato” e che l’amministrazione vigilerà “che vengano garantiti i tematismi previsti”.