Attualità - 28 gennaio 2026, 15:25

Pistola scacciacani a scuola, l’Odero fa chiarezza: “Non ci sono stati attimi di panico. Qui la sicurezza è una priorità"

Dopo l’episodio avvenuto lunedì 26 gennaio presso l'istituto di Sestri Ponente, una docente ricostruisce quanto accaduto e respinge la narrazione allarmistica: “Diffuse informazioni false che ci screditano". La consigliera Tassara (Lista Salis): "È un'eccellenza del territorio"

Dare la notizia è doveroso, ma raccontarla con precisione lo è ancora di più, soprattutto quando in gioco ci sono una scuola, dei ragazzi e il lavoro quotidiano di un’intera comunità educativa. Per questo, dopo l’eco mediatica suscitata dall’episodio dello scorso lunedì 26 gennaio che ha visto uno studente presentarsi a scuola con una pistola scacciacani priva del tappo rosso, che consente di distinguerla da un’arma vera, arriva una ricostruzione puntuale dall’interno dell’Ipsia Attilio Odero di Sestri Ponente, affidata alla voce di una docente che era presente al momento della segnalazione.

Una testimonianza che non nega la gravità del gesto, ma respinge con decisione i toni allarmistici che hanno parlato di panico e paura diffusa: “Sono state diffuse informazioni false. La nostra scuola è un ottimo istituto, ne parlano tutti male ma io sono qui da dieci anni: se non mi trovassi bene, me ne sarei già andata”, chiarisce. “Noi aiutiamo moltissimo i ragazzi, fungiamo da ammortizzatore sociale. Appena succede una piccola cosa, come questa, partono voci che finiscono per screditarci”.

Secondo quanto riferito dalla docente, l’episodio si è svolto in modo circoscritto e gestito con rapidità: “In una classe un ragazzino ha portato una scacciacani e la teneva nello zaino, facendola vedere ai compagni”, racconta. “Qualcuno ha avuto, giustamente, timore nel vedere un’arma, perché non si può mai sapere se sia vera o finta, e ha avvisato un’insegnante”.

Da lì la catena di interventi è stata immediata: “L’insegnante è andata subito dalla dirigente, ed io ero presente alla segnalazione. Hanno cercato immediatamente il ragazzo e la dirigente ha chiamato i carabinieri, che sono arrivati in tempi rapidissimi e hanno accertato che si trattava di una pistola finta”.

Smentita netta, invece, sulle ricostruzioni più drammatiche: “Posso dire con certezza che non ci sono stati assolutamente attimi di panico all’interno dell’istituto, come invece è stato raccontato. Non c’è stato caos, non c’è stata paura diffusa”, ribadisce. “Siamo intervenuti subito perché per noi la sicurezza viene prima di tutto: proteggiamo i nostri ragazzi, i docenti e la scuola”.

La docente sottolinea come la gestione della sicurezza all’Odero non sia improvvisata, ma frutto di un lavoro strutturato negli anni: “Noi siamo molto attenti alla sicurezza dei nostri ragazzi, non è assolutamente una scuola di delinquenti”, afferma. “Ci sono studenti più complessi, certo, ma ci sono in tutti gli istituti. Questo non può diventare un marchio negativo appiccicato a una scuola intera”.

Un esempio concreto è il progetto interno degli 'influencer': “Negli anni abbiamo creato un gruppo di studenti di classi diverse, dalla terza alla quinta. Li chiamiamo ‘influencer’ per dare a questo termine una connotazione positiva: sono loro che diffondono il senso di appartenenza alla scuola”.

Un metodo che viene attivato anche in situazioni delicate: “Quando succede qualcosa, questi ragazzi vanno in giro per le classi a spiegare come sono andati realmente i fatti. È un lavoro peer to peer, interattivo”, spiega. “A volte così intercettiamo classi vivaci o situazioni di difficoltà e possiamo intervenire per tempo”.

Non nasconde l’amarezza per come l’episodio è stato raccontato: “Sono onestamente amareggiata. È stata una strumentalizzazione per dare contro alla nostra scuola”, dice. “Ribadisco ancora una volta: non ci sono stati momenti di paura. Abbiamo agito subito con gli strumenti che abbiamo, e continueremo a farlo”.

Domani la vicenda sarà affrontata anche a livello formale: “Ci sarà il consiglio di istituto e valuteremo provvedimenti anche importanti nei confronti del ragazzo”, anticipa. “È giusto che gli studenti comprendano le conseguenze di certe azioni. Ma non bisogna demonizzare la scuola: è successo qui, poteva succedere ovunque”.

Invita infine a non trasformare il caso in una condanna personale: “È assolutamente un bravissimo ragazzo, non aveva idea nemmeno lui di quello che stesse facendo”, racconta. “Che avesse o non avesse il tappino rosso è irrilevante: non doveva portarla, punto. Ma spesso certi ragazzi non hanno consapevolezza delle azioni che compiono, per ragioni che vanno oltre la scuola”.

E aggiunge: “Se fossi un genitore capisco le paure e capisco chi oggi si interroga sulla sicurezza. Proprio per questo è corretto chiarire la situazione e raccontarla per quello che è stata”.

Sulla vicenda interviene anche la consigliera comunale Sara Tassara (Lista civica Silvia Salis Sindaca): “Da anni sostengo con piacere l’ipsia Odero di Sestri Ponente. Per molto tempo questo istituto professionale è stato considerato una scuola di serie B. Oggi invece, grazie ad un eccezionale corpo docenti e una dirigente illuminata, l’Odero si riconferma una delle realtà più importanti del nostro territorio. La scuola ha un tasso di assunzione terminati gli studi di oltre l’80% e dallo scorso anno ha attivato il percorso 4+2 in collaborazione con l'Accademia della Marina Mercantile, che forma i futuri ufficiali, che potranno imbarcarsi direttamente una volta concluso il ciclo di studi". 

E sulla narrazione circolata nei giorni scorsi, la consigliera afferma: "Sono amareggiata dalla narrazione falsata circolata nei giorni scorsi, relativamente all’episodio della presenza di una pistola scaccia cani, portata a scuola da un allievo. I toni allarmistici, probabilmente sull’onda emotiva dei tragici eventi di La Spezia, hanno fornito un racconto falsato. La verità è che un compagno si é accorto della presenza di questa arma giocattolo, e l’ha immediatamente segnalato ai docenti, dimostrando non solo grande senso di responsabilità ma enorme fiducia nei suoi insegnanti. Che infatti sono intervenuti subito, anche con sanzioni pesanti. È questo che va sottolineato: il grande lavoro dei docenti e della dirigente per creare relazioni sane e mature con ragazzi spesso in situazioni difficili. Dare loro un futuro, una speranza, fiducia in se stessi". 

"La dimostrazione ancora una volta che a scuola non servono i metal detector, ma persone formate, capaci che con il dialogo e la presenza costruiscano ponti con i loro allievi. Ed è esattamente questo che fa dell’Odero una grande scuola", conclude Tassara.