Cultura e spettacoli - 28 gennaio 2026, 08:00

La parola a Disco Club, le uscite della settimana - I Megadeth tornano con l’album omonimo che chiude un’era

Spazio anche a al blues contemporaneo con Solomon Hicks, al ritorno brit rock dei Cribs e al best of dei The Dave Clark Five

Prosegue questo mercoledì, e andrà avanti per tutti i mercoledì successivi, il rapporto di collaborazione tra ‘La Voce di Genova’ e Disco Club, il celeberrimo negozio di musica di via San Vincenzo, tra i più antichi in tutta Italia e tra gli ultimi rimasti in attività a livello di impresa indipendente. Ogni settimana, nel ciclo ‘La parola a Disco Club’, Gian, Dario e i numerosi altri esperti di questo impagabile ‘covo’ di appassionati ci accompagneranno tra le ultime uscite, qualche curiosità, le ristampe e le chicche da non perdere. Buona lettura e buon ascolto! 


Una settimana particolarmente ricca, che attraversa generi ed epoche diverse, dal metal più celebrato dell’anno fino ai classici intramontabili della British Invasion.

Ad aprire la selezione è senza dubbio uno dei dischi più attesi del 2026 in ambito metal: il nuovo lavoro dei Megadeth. Un’uscita che ha un valore quasi programmatico, perché segna la chiusura di un percorso lungo e tormentato, guidato come sempre da Dave Mustaine, unico vero filo conduttore di una band che nel corso degli anni ha cambiato più volte formazione. L’album si chiude con una cover dei Metallica, un gesto tutt’altro che casuale, che sembra voler chiudere simbolicamente un cerchio iniziato decenni fa. Dal punto di vista musicale non ci sono sorprese clamorose: la voce, forse leggermente meno acuta rispetto al passato, resta inconfondibile, così come lo shredding di chitarra, che farà la felicità dei fan storici. Un disco che non rivoluziona, ma consolida.

Si passa poi a un territorio diverso con Solomon Hicks, artista che qualcuno conoscerà e qualcuno scoprirà ora. Cantante e chitarrista blues, pubblicato su etichetta Provogue, si presenta con un album che, nonostante una copertina dal sapore soul-blues anni Sessanta, guarda molto più al presente di quanto ci si possa aspettare. Per alcuni ascoltatori potrebbe persino risultare fin troppo moderno. A impreziosire il lavoro c’è la presenza alla chitarra solista di Joanna Connor, vera e propria virtuosa della slide, già molto chiacchierata qualche anno fa. Il disco è ricco di cover, rilette in chiave attuale, nella tradizione di chi sa rispettare i classici senza limitarsi alla nostalgia. Un ascolto consigliato, soprattutto per chi ama il blues che dialoga con il presente.

Proseguendo, spazio all’Inghilterra con Selling A Vibe dei Cribs. Il trio dei fratelli Jarman, emerso a metà anni Duemila insieme a nomi come Kaiser Chiefs e Razorlight, ha sempre mantenuto un profilo meno appariscente rispetto ad altri colleghi della scena brit rock. Dopo una complessa vicenda giudiziaria, la band è riuscita a riappropriarsi dei diritti dei primi cinque album, un passaggio fondamentale della propria storia recente. In patria sono decisamente più noti che da noi e vantano collaborazioni di peso, come quella con Johnny Marr degli Smiths. Questo nuovo lavoro mostra un suono leggermente diverso dal passato: più anni Ottanta, con venature elettroniche che aggiornano il loro classico brit rock. Vale la pena dargli una possibilità.

Chiudiamo restando nel Regno Unito, ma facendo un salto indietro nel tempo, con The Dave Clark Five. Gruppo simbolo della British Invasion, protagonisti di quel momento storico in cui le band inglesi conquistarono l’America, seguendo la scia aperta dai Beatles. Questa uscita è particolarmente interessante perché Dave Clark, leader e batterista, ha sempre mantenuto il controllo dei diritti del catalogo, rendendo le ristampe piuttosto rare. Qui ci troviamo di fronte a quello che può essere considerato il best of definitivo: una raccolta di singoli fino al 1965, ovvero il periodo più iconico della band. Disponibile anche in vinile, è un’occasione preziosa per riscoprire un pezzo fondamentale della storia del rock.