Attualità - 30 gennaio 2026, 19:25

Fondi ad Hamas, il Riesame boccia i documenti israeliani ma conferma il carcere per Hannoun: i legali pronti al ricorso in Cassazione

Il tribunale riconosce l’inutilizzabilità degli atti perché provenienti da fonte anonima. La difesa: “Così mancano le prove sui presunti collegamenti delle associazioni beneficiarie". Nei prossimi dieci giorni l’impugnazione per chiedere la scarcerazione

Il Tribunale del Riesame di Genova ha riconosciuto l’inutilizzabilità dei documenti israeliani acquisiti nell’inchiesta perché provenienti da fonte anonima. Una valutazione che, secondo la difesa, fa venire meno il quadro probatorio sul presunto collegamento tra le raccolte fondi dell’Abspp e Hamas. Nonostante ciò, il Riesame ha confermato la misura cautelare in carcere per Mohammad Hannoun, l’attivista palestinese arrestato il 27 dicembre scorso.

A commentare il deposito delle motivazioni sono gli avvocati Emanuele Tambuscio e Dario Rossi, che parlano di una decisione contraddittoria: “Il tribunale ha riconosciuto l’inutilizzabilità dei documenti israeliani perché provenienti da fonte anonima. In conseguenza di ciò mancano le prove che la stragrande maggioranza delle associazioni destinatarie delle raccolte fondi dell’Abspp appartenga o sia ricollegabile ad Hamas”, affermano.

I legali annunciano che, una volta esaminate le motivazioni, entro i prossimi dieci giorni presenteranno ricorso alla Corte di Cassazione per tornare a chiedere la scarcerazione del loro assistito. Nel mirino della difesa c’è anche l’impostazione seguita dal Riesame nel confermare la custodia cautelare, laddove si sostiene che non sarebbe necessaria una “connessione diretta tra il finanziamento e l’attività terroristica in senso stretto”.

Un passaggio che Tambuscio e Rossi contestano nel merito: “Manca completamente la prova che il denaro inviato dopo il 2003 a Gaza fosse destinato a scopi diversi dall’assistenza alla popolazione”, ribadiscono. E aggiungono: “A nostro avviso le somme inviate in beneficenza non possono essere in alcun modo considerate sostegno all’attività terroristica”.

Il confronto ora si sposta a Roma, dove la Cassazione sarà chiamata a valutare se le motivazioni del Riesame reggano alla luce dell’esclusione degli atti ritenuti inutilizzabili e delle contestazioni sollevate dalla difesa sul nesso tra beneficenza e terrorismo.

Redazione