Cronaca - 30 gennaio 2026, 16:17

Amt sotto inchiesta, primi tre indagati per il dissesto: convocati in Procura gli ex componenti del Cda

Dovranno presentarsi l’ex vicepresidente del consiglio di amministrazione Enzo Sivori e altre due ex consigliere. L’indagine sul presunto aggravamento del dissesto, con l’ipotesi di falso in bilancio, potrebbe estendersi ad altri membri

Foto d'archivio

Nel giorno dell’approvazione del bilancio 2024 di Amt emergono i primi nomi nell’inchiesta aperta dalla Procura di Genova sul dissesto dell’azienda del trasporto pubblico. Nelle scorse ore sono stati notificati avvisi a comparire davanti al pubblico ministero a tre ex componenti del consiglio di amministrazione: Enzo Sivori, ex vicepresidente, Sabina Alzona, esperta di comunicazione d’impresa, e Manuela Bruzzone, specializzata in sistemi di qualità certificati. I tre saranno sentiti nei prossimi giorni.

Sono indagati per il reato previsto dall’articolo 329 del Codice della crisi d’impresa, che riguarda l’aggravamento del dissesto in relazione a un’ipotesi di falso in bilancio. Secondo quanto filtra dagli ambienti giudiziari, il falso in bilancio non risulta contestato direttamente ai tre, ma è richiamato come profilo collegato all’aggravamento della situazione economico-finanziaria. I tre ex consiglieri sono difesi dagli avvocati Andrea Andrei e Massimo Boggio.

L’inchiesta è coordinata dal pm Marcello Maresca e dal procuratore capo Nicola Piacente, e si avvale anche di un consulente esterno incaricato dell’analisi dei bilanci. Al momento si tratta dei primi nomi iscritti nel registro degli indagati, ma l’indagine potrebbe estendersi ad altri componenti del precedente consiglio di amministrazione, dimessosi in blocco a fine luglio dopo le polemiche sulla gestione sollevate dalla nuova amministrazione comunale.

Il fascicolo era stato aperto a novembre, dopo i primi articoli apparsi sulla stampa e le accuse formulate dal nuovo cda di Amt nei confronti dell’ex presidente Ilaria Gavuglio, vicenda che ha poi portato al suo licenziamento. Il 29 novembre il Comune di Genova ha depositato in Procura una relazione dettagliata sulla gestione dell’azienda, firmata dalla sindaca Silvia Salis e consegnata dal vicesindaco Alessandro Terrile insieme al segretario generale Pasquale Criscuolo. Le stesse carte sono state trasmesse anche alla Corte dei conti, una scelta che da Tursi viene letta come necessaria per evitare possibili contestazioni di inerzia.

Nei giorni scorsi gli investigatori della Guardia di finanza hanno acquisito i bilanci di Amt dal 2020 al 2023, l’ultimo già approvato, mentre i numeri complessivi della crisi saranno ufficializzati con il bilancio 2024 e con il piano di salvataggio. La Procura, che a dicembre aveva chiesto il fallimento dell’azienda, stima debiti per oltre 200 milioni di euro, che potrebbero arrivare fino a circa 280 milioni. Al netto dei crediti, il buco sarebbe di 56 milioni, con un passivo patrimoniale stimato in 37 milioni.

Dopo la richiesta di fallimento, il tribunale ha però ammesso Amt alla composizione negoziata della crisi, una procedura che mette temporaneamente l’azienda al riparo dalle istanze dei creditori. La giudice Chiara Monteleone ha concesso due tranche temporali per portare avanti il percorso di risanamento: la prima scade il 21 febbraio.

Redazione