'La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.
Crescere con una chitarra elettrica che macina riff in salotto, è innegabile, cambia il modo di ascoltare la musica. Forse anche il mondo che ti circonda.
Per Davide Zito, giovane cantautore genovese classe 2004, è così. Per lui la musica esce in famiglia, cresce guardando il nonno cantare e suonare, vivendo quegli assoli con un fascino senza eguali.
Lo racconta lui stesso, lasciando che l’emozione di quei momenti riviva nelle parole che sceglie di utilizzare: “Mio nonno suonava la chitarra elettrica e cantava. Mi ha trasmesso la passione per lo strumento, per il canto”.
Un ricordo preciso, con l’eco che si riverbera nel presente: “A un certo punto della mia vita, ho iniziato a cantare in ogni momento della giornata. Ho capito che quella era la mia passione”.
Una passione che esplode tanto che la maestra delle elementari, notandola, suggerisce alla mamma di Davide di iscriverlo a lezione. Così è iniziato un percorso di oltre dieci anni di studio.
Ma se la voce è il suo primo amore, la produzione è una curiosità, una svolta che arriva a 15 anni, quando il mondo si ritrova a fare i conti con la pandemia: “Avevo un po’ di tempo - racconta - e ho iniziato ad appassionare alla produzione, a comporre basi. Ne facevo diverse ogni giorno”.
Un cambio di prospettiva per la sua necessità di fare musica: “Ho iniziato a scrivere, a registrare i primi pezzi. Ogni giorno scrivevo e producevo”.
Nel panorama musicale, Zito guarda oltre i confini nazionali: “Per il canto mi ispiro a Michael Bublé, a Ed Sheeran, mi piace il pop”.
Ma accanto al pop c’è un desiderio meno scontato “Mi piacerebbe tantissimo il blues, ma vorrei fare un blues moderno. So che è un po’ difficile e anche un po’ di nicchia, però mi piace”.
La chitarra resta un elemento centrale, ma non per forza da esibire: “Mi piace suonarla e accompagnarmi nei pezzi, però mi piace anche inserirla nelle produzioni”.
Il passaggio a una dimensione più professionale arriva grazie a un concorso. Davide presenta un inedito, vince il premio come miglior brano originale e tra i giudici c’è Zibba.
“Lui mi aveva regalato come premio l’ufficio stampa gratuito, la promozione del singolo. Ci siamo visti in studio e mi ha proposto di fare questo EP”.
Nasce così “Tutti gli altri”, prodotto da Zibba e cantato insieme a SÒL. Un brano che parla di identità ed empatia, costruito come dialogo tra due voci, dove ciò che ci distingue è il modo in cui reagiamo agli eventi
Il 23 gennaio è uscito invece “Prima di te”, il secondo singolo: “È un brano a cui tenevo molto, perché sto coprendo vari aspetti della mia vita”.
Qui la voce è da sola, più esposta, più personale: un altro tassello di un percorso che sta prendendo forma brano dopo brano.
Quando si parla di futuro, Davide non sceglie la posa dell’artista totalizzante. “Vorrei continuare a vivere la vita che sto vivendo ora, perché sono felice. Continuare a fare l’educatore, poi continuare gli studi, perché oltre alla musica ho anche la passione per l’ingegneria”.
Musicalmente sogna in alto come per esempio “scrivere in studio con ThaSup”, ma senza perdere equilibrio; sul palco si immagina insieme a Olly per la sua energia e per le radici genovesi. La musica per lui è anche questo: uno spazio dove mettere emozioni, energia e identità, senza smettere di costruire il resto della propria vita.
E forse è proprio questa doppia traiettoria, tra sensibilità artistica e concretezza quotidiana, a rendere il suo percorso così interessante da seguire adesso, quando è solo all’inizio.