I lavori sono partiti il 4 febbraio, ma il progetto della nuova palazzina all’interno della caserma “Nino Bixio” di Bolzaneto è già al centro di un acceso dibattito. L’opera, dal valore superiore agli 11 milioni di euro, mira a trasformare radicalmente la sede del 6° Reparto Mobile, del Reparto Prevenzione Crimine Liguria e di nuclei specialistici come artificieri e cinofili. Il piano prevede il trasferimento di uffici cruciali e ad alta affluenza: l’Ufficio Immigrazione, l’Ufficio Passaporti della Questura di Genova e il Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica.
Secondo il cronoprogramma, l’edificio dovrebbe essere completato entro il 5 novembre 2027, ma sulla reale fattibilità di questi tempi e sulla gestione complessiva dell’operazione piovono le durissime critiche del SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia).
Il primo allarme lanciato dal SIAP riguarda la sicurezza sui luoghi di lavoro. La costruzione della palazzina avviene mentre centinaia di agenti continuano a operare quotidianamente all’interno della caserma. Il sindacato denuncia che, nonostante le richieste avanzate per oltre due anni, non è ancora stato individuato formalmente il datore di lavoro responsabile della gestione delle parti comuni, come previsto dal D.Lgs. 81/08. Questa carenza normativa ha spinto l'organizzazione a richiedere con urgenza un'ispezione ministeriale per tutelare la salute del personale esposto a rischi ritenuti inaccettabili.
Oltre alle criticità interne, il sindacato punta il dito contro l'impatto urbanistico e sociale di una scelta definita "incomprensibile". Spostare servizi essenziali come l’Ufficio Passaporti dal centro città alla periferia di Bolzaneto rischierebbe di generare una vera e propria "bomba sociale". L'area di Bolzaneto, infatti, soffre già di gravi problemi strutturali: dai collegamenti carenti di trasporto pubblico alla presenza dell’impianto AMIU di via Sardorella, fino all’incognita del campo Sinti la cui realizzazione è attualmente congelata ma non annullata.
Il SIAP sottolinea come queste decisioni siano il frutto di una programmazione risalente a quasi dieci anni fa, assunta dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza senza una reale concertazione con il territorio o una valutazione aggiornata delle condizioni sociali e infrastrutturali.
Per il sindacato, questa vicenda è la prova della mancanza di una regia chiara sulla sicurezza urbana che sappia far dialogare Stato ed enti locali. Per contrastare quella che viene definita una gestione delle risorse scollegata dalle reali necessità della cittadinanza, il SIAP ha lanciato una raccolta firme su change.org. L’obiettivo è spingere le autorità verso "patti per la sicurezza urbana che evitino in futuro di scaricare sui quartieri periferici gli effetti di scelte strategiche ritenute sbagliate e non coordinate. Ci appelliamo alle autorità competenti affinché intervengano con responsabilità, visione e capacità di coordinamento, per gestire al meglio una situazione che, se lasciata così com’è, rischia di produrre conseguenze pesanti e durature per Bolzaneto e per l’intera città di Genova".