Si è svolta oggi la seduta solenne dell'Assemblea legislativa della Liguria per celebrare il Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata. Un momento di riflessione condivisa che ha visto la partecipazione delle istituzioni, concluso con la premiazione ei vincitori della XXIV edizione del concorso regionale dedicato alle scuole.
"Oggi l’Assemblea legislativa della Liguria si riunisce in seduta solenne per celebrare il Giorno del Ricordo, una ricorrenza che avvertiamo anzitutto come un dovere di verità, dovuto alla storia e all’identità stessa della nostra Nazione.La presenza così significativa delle istituzioni civili, militari e religiose della nostra Regione, insieme alle Associazioni degli esuli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia, testimonia un sentire comune che negli anni si è rafforzato: quello di non voltarsi più dall’altra parte", afferma il presidente del consiglio di Regione Liguria, Stefano Balleari.
E ancora: "La vicenda del confine orientale, pur inserita nel più ampio e tragico contesto internazionale del Novecento, rappresenta una dolorosa pagina di storia italiana e, proprio per questo, non può più essere oggetto di silenzi, reticenze o riserve. Lo è stata, purtroppo, fin troppo a lungo. Tra le due guerre mondiali e soprattutto negli anni successivi, fino alla metà degli anni Cinquanta, la Venezia Giulia e la Dalmazia si svuotarono progressivamente della presenza italiana, radicata in quei territori da secoli. Alle violenze del fascismo di frontiera fecero seguito le feroci rappresaglie dei partigiani comunisti di Tito, finalizzate a consolidare sul terreno i confini del nascente regime comunista. Da qui prese forma un rigurgito di odio che si trasformò, nei fatti, in una persecuzione sistematica. Le foibe, le nere gole del Carso, divennero il simbolo di quella violenza cieca: un massacro che, insieme all’arbitrio e alla totale assenza di certezze per il futuro, generò un esodo senza precedenti nella storia italiana. 'Pola non c’è più' – recita la voce di un documentario dell’Istituto Luce. Svuotata della sua anima, quella italiana, Pola moriva. E la stessa sorte toccò a molte, moltissime cittadine dell’Istria e della Dalmazia".
Singolarmente o in gruppi organizzati "dopo infinite peripezie, furono più di 350.000 gli italiani costretti a lasciare la propria terra. Decisero di essere italiani due volte: per nascita e per scelta. Ad attenderli, nella madrepatria, vi fu spesso un’accoglienza fredda, segnata dall’ideologia e dallo sfinimento di un Paese appena uscito da una guerra devastante. Vennero etichettati, offesi, emarginati. Ma erano italiani che fuggivano dalla violenza, non portatori di colpe. La ricorrenza odierna ci impone di guardare senza reticenze alla tragedia delle foibe e dell’esodo. Negare o minimizzare quei fatti significa negare dignità alle vittime e a chi dovette abbandonare tutto per salvarsi. È un atteggiamento che offende la coscienza democratica della nostra Nazione e, in definitiva, offende tutti noi", prosegue Balleari.
A questo proposito "risuonano chiare le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha più volte ricordato come nessuno debba avere paura della verità e come le sofferenze patite dai nostri connazionali costituiscano parte integrante della nostra storia, non negoziabile e non cancellabile. Nonostante i passi avanti compiuti, assistiamo ancora oggi – soprattutto negli ultimi anni – a atti di oltraggio alla memoria, spesso ad opera di nostalgici dei regimi comunisti. Il rispetto dei defunti, delle targhe e dei monumenti a loro dedicati deve essere una stella polare della democrazia. Non è accettabile che a Genova, città che accolse migliaia di esuli, una targa voluta all’unanimità dal Consiglio comunale nel 2019 sia stata oggetto di ripetuti atti vandalici, fino a renderne necessario lo spostamento. Ed è altrettanto irricevibile che alcune forze politiche che allora sottoscrissero quell’atto oggi esitino o tacciano di fronte alla condanna di tali gesti".
"La storia è fatta di passi avanti nella condivisione della memoria. Tornare indietro significa lasciare spazio alla violenza e all’ignoranza. Significa offendere la memoria di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana, medaglia d’oro al valor civile, infoibata ancora viva dopo essere stata abusata dai titini. Sulle foibe non esistono ambiguità possibili: chi fugge, sceglie il silenzio; e il silenzio è una responsabilità. Quella delle foibe è una storia che ha sconfitto la congiura del silenzio e che nessun tentativo negazionista o giustificazionista potrà mai più nascondere o cancellare", prosegue il presidente del consiglio regionale.
Poi, rivolgendosi ai ragazzi presenti in aula, il presidente afferma: "Non siete semplici ospiti: siete protagonisti della memoria. Questa Assemblea ha scelto di investire sul vostro sguardo, sul vostro studio, sulla vostra capacità di comprendere una delle pagine più dolorose della nostra storia, attraverso un concorso che vi ha chiesto di conoscere, riflettere, capire. Un concorso che oggi vi vede qui come vincitori. La vostra presenza dimostra che la memoria non è retorica, ma impegno. Che la verità storica non divide, ma unisce. Che ricordare non significa riaprire ferite, ma rendere giustizia. Quel confine che un tempo fu teatro di violenze e di esodi oggi può essere uno spazio di incontro. E l’Europa, nata dal rifiuto dei totalitarismi, resta – pur nelle difficoltà del presente – il luogo in cui memoria, libertà e convivenza possono camminare insieme. Questo è il senso più autentico del Giorno del Ricordo. Trasmettere la memoria. Affidarla alle nuove generazioni. Costruire il futuro nella verità. A voi, ragazzi, il nostro grazie. E con voi, oggi, l’applauso di tutta quest’Aula", conclude.
“Un’occasione per porre l’attenzione su una parentesi brutale della storia del nostro Paese. Ricordare significa ridare al cuore; ecco perché, per una buona politica, abbiamo bisogno di portare nel nostro cuore il ricordo di queste atrocità, tenendo a mente che la memoria è un’azione attiva, non passiva”. Così hanno commentato Matteo Campora e Federico Bogliolo Capogruppo e Consigliere di Vince Liguria. “Parliamo di una pagina dolorosa, per molto tempo dimenticata. Abbiamo il dovere morale di ricordare come tanti italiani siano stati trucidati e grazie a questa Giornata possiamo farlo”. Ha commentato Marco Frascatore Capogruppo di Orgoglio Liguria.
“È davvero bello vedere come i giovani della nostra regione riconoscano il valore del Giorno del Ricordo - ha aggiunto il collega Walter Sorriento - e, da imperiese, colgo l’occasione per congratularmi con Tommaso Olivieri del Liceo Viesseux di Imperia che è tra i vincitori della ventiquattresima edizione del concorso regionale "Il sacrificio degli italiani della Venezia Giulia e Dalmazia: mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli”. Un riconoscimento importante che dimostra l’importanza che deve avere la memoria e la necessità di tramandarla alle nuove generazioni”.