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Sanità | 06 febbraio 2026, 16:19

Influenza, la Liguria è la “prima della classe" per le vaccinazioni: rispetto alla scorsa stagione somministrate quasi 50mila dosi in più

L’assessore Massimo Nicolò e il prof. Matteo Bassetti: “Partiti a ottobre e scelta della gratuità decisiva. Il 65% dei ricoverati non era vaccinato, modello da replicare”

Influenza, la Liguria è la “prima della classe" per le vaccinazioni: rispetto alla scorsa stagione somministrate quasi 50mila dosi in più

Rispetto alla stagione 2025, la campagna antinfluenzale in corso registra quasi 50mila somministrazioni in più: al monitoraggio del 4 febbraio 2026 sono state effettuate 341.655 vaccinazioni, a fronte delle 293.003 dell’anno precedente. Particolarmente rilevante è stato il dato registrato nella settimana prima di Natale, periodo in cui si è verificato un incremento del 40%, pari a circa 110.000 vaccinazioni in più rispetto all'anno scorso, garantendo una protezione diffusa proprio a ridosso del picco epidemico. Questi sono i dati presentati questa mattina dall’assessore alla Sanità di Regione Liguria Massimo Nicolò e dal prof. Matteo Bassetti. “Abbiamo rispettato i tempi e avviato la campagna già dal primo ottobre, portandola avanti con una serie di iniziative mirate - ha spiegato Nicolò -. In primo luogo la gratuità del vaccino, una scelta che è stata apprezzata dalla popolazione e che, va detto, è stata poi adottata, seppur in ritardo, anche da altre regioni”.

A rendere efficace la campagna è stata, secondo l’assessore, la risposta positiva della cittadinanza: “Non ci siamo limitati ai canali di comunicazione tradizionali, come medici di medicina generale, farmacie e ambulatori delle ASL, ma siamo andati direttamente incontro alle persone, aprendo punti vaccinali anche in luoghi non convenzionali, come all’esterno degli stadi o nelle aziende partecipate del Comune. La risposta è stata buona e sicuramente replicheremo questo modello, cercando di migliorare ulteriormente i risultati ottenuti”.

I dati clinici indicano che dall’inizio di dicembre sono stati registrati 7.277 accessi totali per patologie respiratorie, con il picco raggiunto nell’ultima settimana dell'anno, quando si sono contati circa 1.100 accessi complessivi, di cui 274 riconducibili specificamente all'influenza. In totale, i pazienti ricoverati per influenza sono stati 1.423 e, tra questi, circa il 65% non era vaccinato, a riprova di come la profilassi sia l'arma principale per evitare complicanze gravi come le polmoniti che hanno invece colpito altre regioni con coperture più basse. “L’obiettivo di una vaccinazione su larga scala non è evitare del tutto l’influenza, che può comunque manifestarsi, ma ridurre le complicanze più gravi, in particolare le polmoniti - commenta Nicolò-. In altre regioni, dove la copertura vaccinale era più bassa, si sono registrate situazioni critiche. In Liguria, grazie all’ampia adesione alla campagna, il numero di complicanze e di ricoveri, sia nei pronto soccorso sia nei reparti di malattie infettive, è rimasto decisamente contenuto. E nella maggior parte dei casi, le persone che hanno sviluppato queste problematiche non erano vaccinate”.

La capillarità della somministrazione è stata garantita da una rete diversificata che ha visto i Medici di Medicina Generale come pilastro centrale, gestendo il 61% delle vaccinazioni, mentre le farmacie hanno registrato una crescita significativa salendo dal 16% al 21% del totale. I Pediatri di Libera Scelta hanno contribuito per il 10%, mentre il resto è stato gestito dagli altri presidi territoriali. Oltre ai canali standard, la task force ha attivato punti vaccinali in luoghi meno convenzionali come l'esterno degli stadi e le aziende partecipate del Comune, portando il vaccino direttamente tra i cittadini. L'intera organizzazione ha beneficiato di protocolli strutturati e della disponibilità di oltre 520.000 dosi totali, permettendo una gestione integrata tra ospedale e territorio simile al modello utilizzato durante il periodo Covid.

“Di fatto, la Liguria è stata la regione che ha gestito meglio la fase di picco, cioè tra l’ultima settimana di dicembre e le prime due di gennaio, sia in termini di numeri sia di pressione sugli ospedali - aggiunge il prof. Bassetti -. Parliamo della regione con la popolazione più anziana d’Italia, che teoricamente avrebbe dovuto incontrare le maggiori difficoltà e che invece è quella che ne ha avute di meno. I dati confermano quindi la bontà dell’intuizione dell’assessore di attivare la task force con largo anticipo, e mi auguro che questa esperienza faccia scuola anche per il futuro”.

“Bisogna partire presto: l’influenza non è un tema di cui ci si può occupare solo a dicembre, ma va affrontato durante tutto l’anno. Il lavoro svolto da questa task force dimostra come, lavorando insieme si possano ottenere risultati di questo livello. È un metodo che affonda le sue radici nell’esperienza maturata durante il Covid, lo stesso schema organizzativo che oggi abbiamo applicato alla campagna antinfluenzale”.

C.O.

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