Gen Z - il mondo dei giovani - 08 febbraio 2026, 09:30

Gen Z - Il mondo dei giovani - Sposarsi o no: come le nuove generazioni stanno cambiando l’idea di matrimonio

Per i ragazzi, le nozze smettono di essere una tappa obbligata e diventano una scelta individuale, modellata su desideri, possibilità economiche e nuovi immaginari

Ogni domenica 'La Voce di Genova', grazie alla rubrica ‘Gen Z - Il mondo dei giovani’, offre uno sguardo sul mondo dei ragazzi e delle ragazze di oggi. L'autrice è Martina Colladon, laureata in Scienze della Comunicazione, che cercherà, settimana dopo settimana, di raccontare le mode, le difficoltà, le speranze e i progetti di chi è nato a cavallo del nuovo millennio.
 

Negli ultimi anni il matrimonio, così come lo abbiamo sempre immaginato, sembra aver perso una forma unica e definita, soprattutto agli occhi delle nuove generazioni. Non è più automaticamente il traguardo finale di una relazione, né un passaggio obbligato della vita adulta. Per molti è diventato una possibilità tra tante: qualcosa da ripensare, adattare, svuotare di alcune rigidità e riempire di significati più personali.

C’è chi continua a sognarlo nel modo più classico possibile: la cerimonia in grande stile, l’abito bianco (magari anche più di uno), il momento solenne dello scambio delle promesse, il taglio della torta, la festa che dura fino a notte fonda. Un immaginario che resiste, perché profondamente radicato nella cultura, nei racconti familiari, nei film e oggi più che mai nei social. Instagram e TikTok sono pieni di matrimoni da favola, curati nei minimi dettagli, dove tutto sembra perfetto: le location, i fiori, gli abiti, le emozioni. Contenuti che fanno sognare anche chi magari non si è mai davvero interrogato sul desiderio di sposarsi, ma che allo stesso tempo rischiano di trasformare il matrimonio in una performance, più che in un momento autentico.

Accanto a questa visione cresce però l’idea di un matrimonio diverso, più semplice e meno legato alla tradizione. Per molti giovani non conta tanto la forma quanto il senso della giornata: stare insieme alle persone care, festeggiare l’amore senza sentirsi schiacciati da aspettative esterne, convenzioni o rituali non sentiti come propri. Un pranzo informale, una festa in un giardino, pochi invitati, magari nessun abito “da sposa” in senso classico. In questo caso il matrimonio diventa soprattutto un momento di condivisione, quasi una grande festa, più che un evento carico di simboli imposti.

E poi c’è una fetta sempre più ampia di persone che del matrimonio non ne vuole sapere affatto. Non per mancanza di fiducia nei sentimenti o nell’idea di coppia, ma perché il matrimonio viene percepito come qualcosa di superfluo, un’istituzione che non aggiunge nulla a un legame già solido. Si può amare, costruire una vita insieme, progettare il futuro senza sentire il bisogno di un contratto, di una cerimonia o di una promessa pubblica. In questa visione l’amore non ha bisogno di essere ufficializzato per essere valido e il matrimonio perde il suo valore simbolico tradizionale.

A influenzare questo cambiamento c’è anche il contesto in cui vivono le nuove generazioni. La precarietà lavorativa, le difficoltà economiche e l’incertezza sul futuro rendono spesso complicato immaginare e organizzare un evento costoso come un matrimonio tradizionale. Non è solo una questione di romanticismo, ma anche di possibilità concrete. Per alcuni, rinunciare al matrimonio o ridimensionarlo è una scelta consapevole, che rispecchia uno stile di vita più flessibile e meno vincolato.

I social, in tutto questo, giocano un doppio ruolo. Da un lato alimentano sogni e desideri, mostrando matrimoni perfetti, quasi irreali. Dall’altro contribuiscono a normalizzare alternative diverse: unioni civili, convivenze, feste non convenzionali, coppie che scelgono di non sposarsi e lo raccontano senza sentirsi fuori posto. In questo mare di immagini e racconti, il matrimonio smette di essere “come dovrebbe essere” e diventa “come lo voglio io”.

Forse è proprio questo il punto centrale: per le nuove generazioni il matrimonio non è morto, ma ha cambiato significato. Non è più un obbligo sociale, bensì una scelta personale. Che sia in grande stile, in forma intima o che non ci sia affatto, ciò che conta è che rispecchi davvero chi siamo, il modo in cui viviamo le relazioni e ciò in cui crediamo. In un’epoca in cui tutto è costantemente messo in discussione, anche il matrimonio diventa uno specchio dei cambiamenti culturali, emotivi e sociali del nostro tempo.

Martina Colladon