“Il sindaco di Genova più volte mi ha attaccato dicendo che io non voglio aiutare la mia città, ma io voglio aiutare la mia città, quindi spero che la sua percezione sia confutata dai fatti. Oggi siamo qui ad aiutare la nostra città, così come abbiamo sempre fatto”. Continua così la polemica tra il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi e la sindaca di Genova Silvia Salis.
“Però, quando si utilizza denaro pubblico, ci sono delle regole che vanno rispettate - continua a margine dell’evento di presentazione delle novità dell’Aeroporto Cristoforo Colombo -. Quindi, quando ci sono progetti che lievitano oltre la misura consentita e soprattutto senza spiegazioni, questi progetti non possono essere finanziati, a prescindere che siano di Genova o di qualche altra parte del Paese”.
“Questo aeroporto gode di nuovi investimenti per 29 milioni di euro: 11 da me voluti nel decreto Genova dopo il crollo del Ponte Morandi, 7 portati dalla Regione Liguria quando governava il centrodestra e gli altri messi dalla società di gestione. Credo che il Comune di Genova debba iniziare anche lui a pensare di contribuire alle infrastrutture di una città importante e che deve avere una visione condivisa” continua.
“Non sono le differenze politiche che possono far cancellare o ripensare lo sviluppo di una città come Genova, che deve essere collegata con il mondo, deve essere aperta e deve investire sul porto e sulle infrastrutture. Quindi noi siamo disponibilissimi, dopo gli scambi diciamo simpatici che abbiamo avuto. Spero che inizino i lavori nei tavoli istituzionali, perché le istituzioni vanno avanti con lavori portati avanti in maniera tecnica dai tecnici del Ministero, del Comune e della Regione, che devono avere ovviamente progetti condivisi. Io non credo che una strada o una ferrovia siano di centrodestra o di centrosinistra. Ho ribadito che lo Skymetro è stato voluto dal centrosinistra e finanziato dal centrosinistra, e poi annullato dal centrosinistra; così come la Funivia dei Forti, che era stata finanziata da Franceschini. È evidente che, quando andiamo a presiedere un’istituzione, ci facciamo carico anche dei progetti che abbiamo ereditato: se non piacciono è giusto anche cambiarli, ma non si può dare la colpa al governo in carica di andare a stracciare dei finanziamenti che, evidentemente, se non ci sono più i progetti, non possono essere mantenuti. Per quanto riguarda il collegamento ferroviario, l’alternativa sarà la stessa, ma noi riteniamo che lo stesso lavoro lo possiamo pagare la metà, quindi non vedo perché lo dobbiamo pagare il doppio” conclude.