Con 22 voti favorevoli il Consiglio comunale ha approvato l’ordine del giorno straordinario sul moving walkway, il collegamento sopraelevato tra l’aeroporto Cristoforo Colombo e la futura fermata ferroviaria Erzelli Aeroporto. L’atto, presentato dal Partito Democratico e sottoscritto da tutta la maggioranza, ribadisce la volontà di non rinunciare a un’infrastruttura ritenuta strategica per la mobilità cittadina, lo sviluppo dell’aeroporto e l’integrazione del sistema dei trasporti.
Nel documento si ricostruisce l’iter dell’opera e si chiamano in causa le responsabilità del Governo dopo il definanziamento annunciato dal Ministero delle Infrastrutture. Il PD ricorda come il progetto nasca da un accordo istituzionale sottoscritto il 15 aprile 2024 a Palazzo San Giorgio da tutti i soggetti coinvolti (Ministero, Regione, Comune, Autorità Portuale, Aeroporto di Genova, ENAC e RFI) e preveda un’infrastruttura di circa 600 metri, pensata per garantire un collegamento diretto ed efficiente tra treno e aeroporto all’interno di un più ampio disegno di sviluppo urbanistico e di intermodalità.
La copertura finanziaria, pari a circa 27,5 milioni di euro, era in capo al Ministero delle Infrastrutture. Il Comune, sottolinea il PD, non era tenuto a farsi carico della progettazione, scelta assunta dalla precedente amministrazione e rivelatasi problematica quando, con la prima progettazione presentata nel 2025, i costi sono saliti fino a 44 milioni di euro, con un incremento di circa 15 milioni rispetto alle stime iniziali. Un aumento che, secondo la maggioranza, non può ricadere sulla città, soprattutto per un’opera che insiste su aree demaniali ed è destinata a RFI. Di fronte a queste criticità, il Governo avrebbe scelto il definanziamento, dopo mesi di confronto istituzionale culminati nell’incontro del 5 dicembre in Prefettura, mettendo a rischio tempi, impegni assunti e un tassello fondamentale del sistema intermodale genovese.
L’ordine del giorno approvato impegna quindi sindaco e giunta a promuovere ogni azione istituzionale utile per tutelare gli interessi della città, sollecitare il Governo alla conferma dei finanziamenti, chiedere il rispetto dei tempi annunciati e garantire trasparenza sulla copertura economica dell’opera. Per il PD il moving walkway non è solo un’infrastruttura, ma il simbolo di una visione di città fondata su accessibilità, sviluppo sostenibile e affidabilità istituzionale.
Nel dibattito in Sala Rossa è intervenuto anche l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante, che ha respinto le critiche delle opposizioni. Ferrante ha chiarito che l’attuale amministrazione non ha cambiato dirigenti né responsabili del progetto, confermando la stessa struttura tecnica operativa durante il precedente mandato. “Gli interlocutori sono gli stessi di otto mesi fa - ha sottolineato - e li abbiamo mantenuti perché riteniamo che abbiano competenze e capacità”.
L’assessore ha ricordato che il costo iniziale dell'opera derivava da uno studio preliminare di prefattibilità, non da un progetto di fattibilità tecnico-economica, e che la progettazione vera e propria è stata affidata durante il precedente mandato a Rina e ad altri studi. Da quel lavoro è emerso un quadro economico arrivato inizialmente a 50 milioni, poi ridotto a 44 milioni proprio grazie all’operato della struttura comunale oggi contestata.
Ferrante ha infine ribadito che, a differenza di scuole e immobili comunali finanziati con il PNRR, il moving walkway insiste su proprietà demaniali, collega una stazione ferroviaria non ancora realizzata, la cui apertura è ora prevista nel 2028 anziché nel 2026, e l’aeroporto soggetto a competenze ENAC. “È davvero pensabile - ha concluso - che il Comune spenda 15 milioni di euro che non ha su proprietà di terzi?”. Una pratica che, secondo l’assessore, non può essere liquidata con l’alternativa secca tra cofinanziamento comunale o abbandono dell’opera.