Questa mattina il presidente della Regione Liguria Marco Bucci è intervenuto al convegno “Liguria: il lavoro che vorrei. Nuovi percorsi occupazionali tra mismatch e migrazione dei giovani” organizzato dalla Uil Liguria.
“Negli ultimi anni in Liguria i posti di lavoro sono aumentati, abbiamo raggiunto il 70% degli occupati, quasi dimezzato il numero di Neet, i giovani che non lavorano e non studiano, e i disoccupati sono scesi al minimo storico – ha dichiarato Bucci - abbiamo numeri che ci dicono che stiamo andando meglio di tante altre regioni e meglio della media nazionale. C’è ancora un grande lavoro da fare però sui salari, non adeguati al costo della vita, sulle opportunità date ai lavoratori, che devono essere le stesse per tutti, sulla meritocrazia, perché dobbiamo essere capaci di premiare chi lo merita. Ma anche sul precariato: come Regione abbiamo messo in campo strumenti per incentivare il lavoro stabile, con contributi alle aziende che assumono a tempo indeterminato nell’ambito del turismo e del commercio”.
“Quello che in Liguria stiamo cercando di fare è una rivoluzione culturale per promuovere quelle professioni che davvero sono richieste nel mercato del lavoro. A fine 2025 avevamo circa 5 mila posti di lavoro rimasti scoperti, un dato da non sottovalutare perché ci dice che dobbiamo impegnarci sempre più per costruire un sistema in grado di formare i giovani nelle nuove professioni, come stiamo già facendo con gli ITS, le accademie di specializzazione e l’istituzione di nuove scuole come quella dei mestieri del mare. In passato queste scuole non esistevano e oggi la loro presenza ci dà la possibilità di arricchire il territorio con professionalità importanti e favorire davvero l’incontro tra aziende e lavoratori”, ha concluso Bucci.