Un patto di vicinanza e responsabilità condivisa tra istituzioni civili e Chiesa per affrontare le sfide di un anno complesso. È questo il senso del tradizionale incontro di inizio anno svoltosi oggi nel Salone del Consiglio Metropolitano di Palazzo Doria Spinola, dove l’Arcivescovo di Genova, Monsignor Marco Tasca, ha incontrato i vertici e il personale della Città Metropolitana e della Prefettura. Un appuntamento che, al di là del protocollo, si è trasformato in una profonda riflessione sulle crescenti fragilità sociali del territorio.
Ad accogliere l'Arcivescovo è stata la Prefetta di Genova, Cinzia Torraco, che ha definito la presenza di Tasca come “un momento pubblico importante, soprattutto all’inizio di un anno che si preannuncia impegnativo per una città complessa come la nostra”. Sulla stessa linea il Direttore e Segretario Generale dell'ente, Marco Mordacci, il quale ha auspicato che l'unità e la collaborazione permettano di superare le sfide future.
L'intervento della Sindaca metropolitana, Silvia Salis, è entrato nel merito delle emergenze quotidiane che colpiscono la popolazione: “Amministrare la Città Metropolitana è una grande sfida e il lavoro quotidiano delle nostre dipendenti e dei nostri dipendenti è fondamentale. Viviamo un tempo in cui crescono le emergenze sociali: famiglie che lavorano ma faticano a sostenere il costo della vita, nuove povertà, bisogni che non possiamo ignorare. In questo percorso la collaborazione tra istituzioni e Chiesa è essenziale: insieme possiamo sostenere chi è più fragile e costruire risposte concrete per la nostra comunità. Ringrazio Monsignor Tasca per il sostegno discreto e costante che non ha mai fatto mancare alla nostra città”.
Il messaggio centrale è arrivato da Monsignor Tasca, che ha declinato il concetto di lavoro pubblico in una chiave di servizio e dono verso il prossimo, richiamando l'insegnamento francescano: “San Francesco ricordava che i doni ricevuti vanno restituiti agli altri. Anche il vostro lavoro, per me credente, non è solo un impiego ma un ministero, un servizio al bene comune. La missione delle istituzioni civili e religiose è proprio questa: perseguire il bene di tutti attraverso dialogo, collaborazione e rispetto delle differenze, che non devono dividerci ma aiutarci a costruire insieme. Nessuno deve essere lasciato indietro: le nuove emergenze sociali chiedono risposte condivise e un lavoro di squadra tra Chiesa e istituzioni”.
L'Arcivescovo ha inoltre citato l'eredità lasciata dal Giubileo a Genova, intesa come rete di segni concreti e solidarietà che deve continuare a nutrire il territorio. L'evento si è chiuso con un momento di saluto personale ai dipendenti e la benedizione dell'Arcivescovo, siglando l'impegno comune per un 2026 all'insegna della cura per la comunità.