Sono dodici le persone indagate dalla Procura di Genova per la caduta del bambino di sette anni precipitato dal terrazzo della scuola di Voltri lo scorso 18 settembre.
Nel registro degli indagati sono finiti la dirigente scolastica e alcuni insegnanti dell’istituto, oltre a personale della precedente scuola frequentata dal piccolo.
Ai primi viene contestato il reato di abbandono di minore aggravato dalle lesioni; ai secondi l’omissione di atti d’ufficio, perché non avrebbero trasmesso tempestivamente la documentazione sanitaria dell’alunno, nella quale era indicata la necessità di una sorveglianza strettissima. I dodici indagati sono stati identificati nei giorni scorsi e hanno ricevuto l’avviso di garanzia.
Prosegue intanto un secondo filone di indagine che riguarda la sicurezza dell’edificio. Nelle prossime ore potrebbero esserci nuovi nomi iscritti nel registro. Gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dalla pm Patrizia Petruzziello, hanno acquisito documenti sia in Comune sia presso l’ente proprietario dell’immobile, l’Opera Pia Villa Duchessa di Galliera. Dagli accertamenti sarebbe emerso che la struttura non disponeva dei requisiti minimi di sicurezza.
Il bambino, che frequenta il polo Res, istituto dedicato ad alunni con esigenze educative speciali, sarebbe rimasto da solo per almeno venti minuti. In quel lasso di tempo avrebbe potuto muoversi liberamente nel plesso e aprire una porta che avrebbe dovuto restare chiusa, accedendo così al terrazzo da cui è poi caduto.
Nella sezione sono presenti tredici alunni con bisogni speciali, ciascuno seguito da un adulto. Il giorno dell’incidente l’insegnante di riferimento del bambino era assente, ma il numero complessivo del personale presente risultava comunque superiore a quello degli studenti.
Il piccolo, assistito insieme alla famiglia dagli avvocati Elena Quartero e Giuseppe Piccini, dovrebbe essere dimesso nei prossimi giorni. Dovrà però proseguire la riabilitazione e sottoporsi a controlli e visite periodiche.
Docenti e dirigente scolastica hanno già manifestato l’intenzione di risarcire il bambino e i suoi genitori.