Sanità - 13 febbraio 2026, 19:13

Dipendenza da sostanze, a Palazzo Tursi il confronto sulle nuove politiche per la prevenzione e la riduzione del danno

L’assessora Cristina Lodi: "Mettiamo al centro le persone e le loro fragilità"

Si è svolto oggi pomeriggio nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi l’incontro pubblico dal titolo “Cosa succede in città – Genova e le politiche per persone con dipendenza da sostanze”, un momento di confronto dedicato al tema delle dipendenze e alle strategie di intervento sul territorio.

L’iniziativa si inserisce nel percorso della Rete delle città italiane per una politica innovativa sulle droghe – Elide, network nazionale al quale il Comune di Genova ha aderito lo scorso dicembre. La rete promuove strategie urbane di contrasto alla diffusione e al consumo di sostanze stupefacenti, in un lavoro condiviso con le città di Bologna, Milano, Bari, Torino, Napoli e la Città Metropolitana di Roma.

Ad aprire i lavori è stata la sindaca Silvia Salis. "Con questo incontro pubblico apriamo un percorso strutturato sul tema delle dipendenze. Il primo passaggio è stato l’adesione alla rete Elide con cui le città fanno squadra per disegnare servizi che rispondano realmente alle necessità dei cittadini consumatori di droghe. È un primo passo, insieme a priorità come la prevenzione primaria, l’informazione alla cittadinanza e la collaborazione con la Asl 3. Affrontare il tema delle dipendenze significa anche parlare di sicurezza sociale e diritti: quando povertà e disagio crescono, aumentano fattori di fragilità come l’abbandono scolastico, il lavoro irregolare, l’isolamento e anche le dipendenze. La sicurezza sociale è il primo presidio contro l’illegalità".

La sindaca ha poi richiamato la tradizione cittadina nell’ambito della presa in carico delle persone più fragili: "Genova nella presa in carico dei più fragili e, in particolare dei tossicodipendenti, ha una storia importante con gli esempi straordinari di don Gallo o Bianca Costa. Vogliamo ripartire da dove questa storia si è interrotta, rilanciare anche quest’anima di Genova e assumerci le responsabilità che ci competono per non lasciare indietro nessuno".

L’incontro è stato coordinato dall’assessora al Welfare Cristina Lodi, che ha sottolineato l’approccio dell’amministrazione: "Questa amministrazione ha scelto di affrontare il tema delle dipendenze senza semplificazioni e senza pregiudizi, mettendo al centro le persone e le loro fragilità. Le dipendenze non sono solo una questione sanitaria, ma un fenomeno complesso che intreccia disagio sociale, marginalità, povertà educativa e solitudine. Per questo è fondamentale lavorare in rete, rafforzando la collaborazione tra Comune, Asl, Terzo Settore e realtà del territorio. L’adesione alla Rete Elide rappresenta per Genova un passo concreto verso politiche innovative, basate sulla prevenzione, sulla riduzione del danno e su percorsi personalizzati di cura e reinserimento. Il nostro obiettivo è costruire una città capace di intercettare precocemente il disagio e di offrire risposte integrate, inclusive ed efficaci, senza lasciare indietro nessuno".

A portare il punto di vista della rete è stata anche Matilde Madrid, assessora al Welfare del Comune di Bologna: "L’ingresso del Comune di Genova nella Rete Elide è una bellissima notizia, perché rafforza il ruolo delle città nel governo di un fenomeno complesso come quello delle dipendenze. Le città rappresentano la dimensione in cui si manifestano le diseguaglianze e le fragilità, ma sono al tempo stesso primo presidio di prossimità e lo spazio in cui mettere in campo risposte organiche tra salute, welfare e sicurezza integrata. La Rete, nata nel 2023 su impulso di grandi città italiane, promuove cooperazione concreta e politiche fondate su prevenzione e riduzione del danno. Significa costruire una visione forte e una politica comune, capace di incidere sulle scelte nazionali. Con Genova, questa alleanza diventa ancora più autorevole e rappresentativa".

Nel corso del pomeriggio sono intervenuti anche Luca Borzani, storico, con un contributo dal titolo “Genova e le dipendenze. Le esperienze storiche di innovazione nel contrasto”; Caterina Pozzi, presidente del CNCA, che ha illustrato l’idea alla base della Rete Elide e la necessità di rafforzare il lavoro tra amministrazioni e Terzo Settore; Rocco Luigi Picci, direttore del Dipartimento Salute mentale e dipendenze dell’Area Sociosanitaria 3 di Ats Liguria, che ha analizzato il quadro attuale delle droghe in Italia e a Genova; e Ina Maria Hinnenethal, direttrice delle Strutture Complesse SerD dell’Area Sociosanitaria 3, che ha approfondito l’attività dei Ser.D sul territorio cittadino.

Presenti anche i rappresentanti del COREAD – enti del Terzo Settore accreditati sulle dipendenze – tra cui Ceis Genova, Afet, Comunità di San Benedetto al Porto e Cooperativa Maris, che hanno illustrato il ruolo del coordinamento genovese nella comprensione e nell’organizzazione dei servizi per le persone con dipendenza.

Redazione