Attualità - 17 febbraio 2026, 16:55

Espansione del porto di Pra’, la prospettiva esiste. Ma Autorità Portuale e Psa dribblano le istituzioni

A Singapore, alla fine del mese, il presidente di Adsp Matteo Paroli e il viceministro Rixi incontreranno il gestore dello scalo: possibile un ampliamento verso Sud della piattaforma praese in cambio della rinuncia al Sech di Sampierdarena. Comitati del Ponente pronti alla protesta

Il porto di Pra' sempre al centro di prospettive di espansione

Il permesso di allungare il porto verso sud in cambio della rinuncia agli spazi presso il terminal Sech di Sampierdarena. È questa la prospettiva che agita il Ponente genovese, è questa la proposta che il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure OccidentaleMatteo Paroli, farà al Psa (Port of Singapore Authority) nell’ambito del viaggio che lo stesso Paroli e il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, compiranno alla fine di febbraio a Singapore, dove ha sede quella realtà che gestisce il porto container di Pra’

Non erano quindi fantasie di malpensanti le ipotesi di ampliamento della piattaforma portuale, ma erano anzi oggetto di un accordo che, sino a questo momento, è completamente sconosciuto non solo alla cittadinanza, ma anche a quelle istituzioni che rappresentano la cittadinanza stessa, ovvero Comune di Genova e Municipio VII Ponente

Il porto di Pra’, in sostanza, sta trattando per allargarsi verso il mare, sono previsti nuovi tombamenti e tutto questo è oggetto di un confronto nel chiuso di una stanza, a Singapore, tra pochissime persone e nessuna in rappresentanza della città dove il porto stesso è inserito. Erano perfettamente azzeccati gli allarmi e le preoccupazioni espressi nei giorni scorsi dal presidente del Municipio VII Ponente, Matteo Frulio: è ancora in attesa di un incontro chiarificatore con i vertici dell’Autorità Portuale ma tutto questo non è avvenuto, nonostante i ripetuti solleciti. 

E così il Ponente si prepara a mobilitarsi nuovamente, come già accadde per protestare contro la scelta, dell’allora presidente Paolo Emilio Signorini, insieme all’allora sindaco di Genova Marco Bucci (qui anche nel suo ruolo di commissario per la costruzione della nuova diga foranea di Genova), di realizzare al sesto modulo del porto di Pra’ alcuni dei cassoni della costruzione in mare: opzione poi archiviata anche grazie alla fragorosa protesta di cinquemila persone in strada. 

Siamo vicinissimi al ritorno di quei momenti e oltre a Frulio, che non perde di vista la situazione, a esprimere tutto il proprio disappunto è anche l’ex presidente del Municipio VII Ponente, Claudio Chiarotti, oggi consigliere comunale di maggioranza per il Partito Democratico

“Leggo con disappunto e sorpresa quanto sta avvenendo, anche alla luce di quello che ha già dichiarato il presidente Paroli a un’emittente televisiva genovese - osserva Chiarotti - A sorprendere non è solo il merito delle affermazioni, ma soprattutto il metodo: da tempo è sul tavolo una richiesta formale di chiarimenti avanzata dal presidente del Municipio VII Ponente, Matteo Frulio, alla quale non è mai stato dato riscontro. Eppure, mentre manca una risposta dovuta alle istituzioni e al territorio, si preferisce rilasciare interviste su temi estremamente sensibili per la comunità del Ponente”.

Secondo Chiarotti, “è necessario ribadirlo con chiarezza: la contrarietà all’ampliamento della piattaforma portuale di porto di Pra’ è totale, sia dentro sia fuori i confini del Canale di San Giuliano. Gli accordi sottoscritti vanno rispettati, perché rappresentano un equilibrio preciso tra sviluppo portuale, città e qualità della vita dei cittadini. A maggior ragione, è impensabile parlare oggi di nuove espansioni mentre è in corso la realizzazione della diga foranea di Genova, un’opera che di fatto creerà nuovi spazi nel bacino di Sampierdarena. Il presidente Paroli afferma di conoscere la storia del porto a Ponente perché se l’è fatta spiegare da Giuliano Gallanti. Bene: quella storia noi la conosciamo e siamo disponibili a spiegarla ancora meglio, ricordando impegni e limiti che non possono essere messi in discussione oggi. Un presidente di un’Autorità di sistema non può sottrarsi al confronto istituzionale: servono risposte, atti e rispetto per i territori. Per questo sarò al fianco del presidente Frulio e del territorio del Ponente, nella difesa degli accordi e della qualità della vita dei cittadini”. I comitati del Ponente, dal canto loro, stanno alla finestra ma preparano la protesta.