Cronaca - 17 febbraio 2026, 09:01

Porto, nel 2025 bloccati 5,3 milioni di euro in contanti non dichiarati: erano diretti in Nord Africa

Fermati 315 passeggeri sulle navi per Marocco e Tunisia con somme superiori ai 10 mila euro senza dichiarazione. Sequestri e sanzioni per oltre 260 mila euro

Oltre cinque milioni di euro in contanti pronti a lasciare l’Italia senza dichiarazione doganale. È questo il bilancio dell’attività svolta nel 2025 al porto di Genova dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

In totale sono stati intercettati 5.317.022 euro diretti illecitamente fuori dall’Unione Europea, in gran parte verso il Nord Africa. I controlli si sono concentrati soprattutto sulle fasi di imbarco dei traghetti diretti in Marocco e Tunisia, tratte risultate tra le più sensibili per il trasporto irregolare di valuta.

Nel corso dell’anno sono state accertate 315 violazioni: i viaggiatori fermati trasportavano somme superiori alla soglia consentita di 10 mila euro senza aver presentato la prevista dichiarazione doganale al momento dell’uscita dal territorio nazionale. Un obbligo stabilito dalla normativa valutaria per contrastare riciclaggio ed evasione fiscale.

Nei casi più rilevanti è scattato il sequestro amministrativo delle somme eccedenti. Emblematico il caso di un passeggero trovato in possesso di quasi 88 mila euro: per lui è stato disposto il sequestro di circa 39 mila euro. Complessivamente, tra sanzioni riscosse e denaro sequestrato, l’impatto economico per i trasgressori ha superato i 260 mila euro, somme destinate all’Erario.

Determinante anche il supporto delle unità cinofile “cash dog”, specializzate nella ricerca di valuta nascosta, tra cui il labrador nero Malexa, impiegato nei controlli nell’area portuale.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto ai movimenti finanziari illeciti ed è il risultato di una mirata analisi di rischio sviluppata congiuntamente da Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane attraverso l’incrocio delle rispettive banche dati, con l’obiettivo di rafforzare la vigilanza nelle aree portuali e tutelare il bilancio dello Stato e le risorse finanziarie dell’Unione Europea.

Redazione