Nel marzo del 2023, cinquemila persone scesero in strada a Ponente per manifestare contro la prospettiva di un ampliamento del porto di Pra’, verso levante, al fine di ospitare la fabbrica dei cassoni della nuova diga foranea di Genova.
Oggi quella storia è pronta a ripetersi: ancora di ampliamento si parla, ancora di tombamenti, ancora di spazio tolto al mare e di servitù in aumento per la popolazione. Il tutto senza alcuna condivisione con il territorio. Come raccontato anche da ‘La Voce di Genova’, esiste infatti una prospettiva più che concreta di un ampliamento del porto di Pra’, a sud, in base a un accordo di prossima discussione tra Psa Pra’, ovvero l’ente gestore dello scalo, e Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.
Alla fine di questo mese, il presidente di Adsp Matteo Paroli e il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi, saranno a Singapore, presso la sede di Psa (che significa Port of Singapore Authority), per parlare di queste prospettive. Psa potrebbe rinunciare agli spazi al Sech di Sampierdarena in cambio del via libera all’ampliamento di Pra’, un progetto che il gestore ha nelle sue mire da almeno un decennio.
E le istituzioni? E la cittadinanza? Per il momento non esistono, nessuno le ha prese in considerazione e ancor di più la rabbia aumenta, insieme alla voglia di tornare a farsi sentire in maniera fragorosa. Esattamente come tre anni fa.
A prendere posizione tra i primi, dopo le dure dichiarazioni da parte del presidente del Municipio VII Ponente, Matteo Frulio, e del suo predecessore, Claudio Chiarotti, è il Comitato Pegli Bene Comune, una delle anime del Coordinamento dei Comitati del Ponente. Il grido all’ennesima battaglia a difesa del territorio e del proprio fronte mare, oltre che di quel minimo di vivibilità che è ancora rimasta, si eleva forte e chiaro: “Da qualche giorno, come Comitato Pegli Bene Comune leggiamo sgomenti gli articoli pubblicati su alcune testate giornalistiche locali che parlano di nuovi, annunciati riempimenti del porto a Ponente. Prima delle ultime elezioni comunali, eravamo stati rassicurati dagli allora candidati Piciocchi e Salis che non ci sarebbe stato alcun nuovo tombamento a Ponente. Se il presidente del Municipio Ponente Frulio si sta esponendo pubblicamente contro questo scenario nefasto, e in Comune verrà presentato un documento per sostenere il no a nuovi riempimenti in ogni direzione, assistiamo attoniti al silenzio assordante di Autorità di Sistema Portuale: nei confronti non solo dei cittadini, ma di chi come il presidente Frulio, il rappresentante più autorevole del nostro territorio, da tempo non riceve risposta, proprio da Autorità Portuale, alle sue urgenti richieste di incontro per fare chiarezza su questa vicenda”.
Il Comitato ribadisce: “Come cittadini del Ponente chiediamo urgentemente un confronto pubblico e trasparente tra Psa, istituzioni e territorio: non possiamo tollerare che il nostro futuro venga deciso a tavolino e a migliaia di chilometri da qui, sulla pelle dei cittadini. Abbiamo già dimostrato che non molleremo un solo centimetro in più al porto, e siamo pronti a ribadirlo. Ricordate i cinquemila scesi in piazza l’ultima volta?”.
Il tema divampa sempre più e sono pronte due interrogazioni a risposta immediata per una delle prossime sedute del Consiglio Comunale. A fìrmarle sono Claudio Chiarotti per il Partito Democratico e Filippo Bruzzone per la Lista Salis. “Dopo aver appreso di ipotesi di ampliamento della piattaforma portuale di Pra’, tra operatori economici, Autorità di Sistema Portuale e il viceministro Rixi, ipotesi a cui il territorio si è da sempre opposto, chiedo alla Civica amministrazione se sia a conoscenza di suddetta ipotesi e dei suoi contenuti”, è il testo del documento protocollato da Bruzzone, che aggiunge la sua considerazione: “Il territorio si è già espresso chiaramente negli anni sulla impossibilità di ampliamento della piattaforma. Cosa che ho sempre condiviso. Nella consiliatura scorsa ho contestato fortemente Bucci e il centrodestra perché non hanno mai ascoltato i quartieri ponentini. Oggi in Comune possiamo fare squadra e far sentire meglio la nostra voce”. Fare squadra, in risposta a chi non la fa. Saranno mesi più che frizzanti.