Lunedì 23 febbraio 2026, centinaia di agricoltori e pescatori daranno vita a una massiccia mobilitazione nel cuore del capoluogo ligure per denunciare una situazione economica divenuta ormai insostenibile. Al centro della protesta, promossa da Coldiretti Liguria, non vi sono rivendicazioni di natura assistenzialistica, bensì la richiesta del rispetto di impegni già assunti dalle istituzioni. Le imprese lamentano infatti il mancato sblocco di risorse stanziate ma mai erogate, con pagamenti relativi al biennio 2024-2025 ancora fermi e graduatorie ufficiali che restano lettera morta.
Questo stallo burocratico sta producendo effetti drammatici sulla tenuta del tessuto produttivo regionale. La carenza di liquidità impedisce alle aziende agricole e alle imprese ittiche di far fronte ai costi ordinari, di onorare gli impegni con i fornitori e di garantire i livelli occupazionali. In molti casi, il blocco dei bandi ha congelato investimenti strutturali già pianificati, limitando di fatto l'attività produttiva proprio in un momento in cui il settore avrebbe bisogno di ammodernamento per restare competitivo. A queste criticità si aggiunge, per il comparto marittimo, la costante sottrazione di zone di pesca, una problematica che aggrava ulteriormente il bilancio di un settore già messo a dura prova.
Il programma della manifestazione prevede un coordinamento suggestivo tra terra e mare. Le operazioni inizieranno alle ore 18.00 presso la Darsena, dove il contingente degli agricoltori accoglierà l’arrivo dei pescatori direttamente dalle imbarcazioni. Da qui, alle 18.30, partirà un corteo diretto verso il Palazzo della Regione, per poi culminare in un presidio in Piazza De Ferrari. Il messaggio che accompagnerà la sfilata, "Sempre la stessa canzone: basta con i fiumi di parole", sintetizza l’esasperazione di una categoria che chiede atti concreti e tempi certi per la sopravvivenza delle proprie attività.
Durante l'evento, la parola passerà direttamente ai protagonisti della crisi. Numerosi giovani imprenditori agricoli saranno presenti per testimoniare come i ritardi amministrativi stiano pregiudicando il futuro delle nuove generazioni e la continuità del presidio territoriale. Sarà un'occasione cruciale per analizzare l'impatto reale di queste inadempienze sull'economia ligure e per comprendere come la mancanza di risposte adeguate stia mettendo a rischio aziende storiche che rappresentano l'ossatura sociale e produttiva della regione.