“Ci sono ferite non rimarginate nella storia d’Italia, migliaia di donne e uomini sprofondati nelle foibe dall’odio comunista jugoslavo, 350.000 esuli dall’Istria, Fiume e Zara. Dal 2004 una legge dello Stato ha riconsegnato alla coscienza nazionale questa questo sacrificio col giorno del ricordo". Così, con queste parole, il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia, promotore della legge che nel 2004 istituì il Giorno del Ricordo, e il vicepresidente della Regione Liguria Simona Ferro condannano l’incontro istituzionale tra il sindaco di Genova Silvia Salis e il collettivo “Genova Antifascista”, che sui social ha recentemente pubblicato immagini con la scritta “no foibe no party” e ha definito il Giorno del Ricordo una “giornata della menzogna”.
E ancora: "Le istituzioni pubbliche sono le prime ad essere tenute a rispettare non solo la legge ma il suo spirito e portato morale e storico. Eppure l’ineffabile sindaco di Genova ospita con tutti gli onori chi nega, chi sfregia, chi vilipende, chi distrugge. Da “no foibe no party” alla rivendicazione della distruzione della lapide che ricorda Norma Cossetto, medaglia d’oro, violentata da 17 assassini e infoibata… Una sola parola per il sindaco Salis: vergogna!”