Dovranno risiedere a Genova e rispettare l’obbligo di permanenza domiciliare nelle ore notturne i tredici manifestanti dell’area antagonista accusati di danneggiamento aggravato in concorso in relazione al corteo del 5 maggio 2024.
A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, che ha parzialmente confermato l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Genova, impugnata dalle difese degli indagati. I giudici hanno tuttavia annullato la misura accessoria dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
In origine la Procura aveva richiesto la custodia cautelare in carcere per 26 persone, ritenendo che gli imbrattamenti sulle facciate dei Palazzi dei Rolli, il danneggiamento di alcune vetrine e di telecamere di sorveglianza configurassero il più grave reato di devastazione, punito con pene da sette a quindici anni di reclusione.
Sia il gip sia il Tribunale del Riesame avevano però riqualificato i fatti come danneggiamento aggravato, escludendo la sussistenza del reato di devastazione. Secondo i giudici, infatti, le condotte contestate non avevano determinato scontri né una “grave compromissione dell’ordinato vivere civile”, elemento costitutivo richiesto per integrare la fattispecie più grave.














