'La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.
In un panorama musicale che spesso si ancora alla narrazione del quotidiano, c’è chi preferisce puntare il telescopio verso l’ignoto.
Progetti musicali che si fondono in ‘percorsi di vita’ come accade a Le Astronavi, un progetto artistico nato nel 2016 dall’incontro tra il musicista Gianmaria Rocchi e la Visual artist Stefania Carbonara.
Dieci anni di musica e non solo, perché Le Astronavi hanno saputo unire suoni e immagini in un binomio inscindibile.
Quando si sono trovati per la prima volta, Gianmaria era pronto ad abbandonare la musica. Poi la scelta di dare una possibilità ai pezzi che conservava nel computer, coinvolgendo Stefania.
L’intuizione è quasi pionieristica: non un semplice gruppo ma un progetto audivisuale dove la musica di uno si fonde con le visioni dell’altra.
“Avevamo già collaborato - racconta Gianmaria - poi le ho fatto sentire alcuni brani ed è nata questa idea”. Un filo rosso visuale per dare continuità all’opera, un approccio quasi cinematografico che certo non ha mancato di dare qualche grattacapo, soprattutto durante i live.
“È un aspetto al quale teniamo molto, ma sul quale abbiamo sempre un sacco di problemi quando suoniamo dal vivo perché molti spazi non sono attrezzati”, spiega Rocchi, ricordando le sfide nel proiettare immagini in situazioni di luce non ottimali.
Nonostante questo, Le Astronavi non hanno mai rinunciato alla loro identità multimediale.
L’ultimo lavoro in studio, "Moonchild", si presenta come un concept album ambizioso che intreccia occultismo e controcultura.
Lontano dai classici brani che raccontano le emozioni quotidiane, il disco esplora storie di personaggi che hanno cercato di essere ciò che volevano, usando anche la magia per uscire dai binari della normalità.
Il disco invita l'ascoltatore a uscire dalla routine per abbracciare l'avventura: “L'idea alla base era quella di uscire un po' dalla narrazione della quotidianità e dare in qualche modo una spinta in una direzione più legata all'avventura, più legata all'esplorazione dell’ignoto".
Il messaggio centrale dell'opera è un invito alla determinazione personale: “Segui la tu volontà, che qualcosa di indipendente rispetto a quello che il mondo vorrebbe tu desiderassi”.
Una ricerca di libertà che passa attraverso una scrittura durata anni e curata quasi maniacalmente per l’impatto visivo, a partire dalla copertina del disco.
Dopo la complessità di "Moonchild", il gruppo sta già lavorando a nuovi brani nati in sala prove, con un approccio più collettivo e "di pancia”.
Qui gli strumenti suonati (oltre a Gianmaria Rocchi, voce, e Stefania Carbone, vj, Le Astronavi sono Federica Italia, seconda voce; Enea Z, chitarra; Nicolò Sgorbini, chitarra; Clelia Ganu, basso; Gabriel Cevallos, batteria; Dino Di Marco, sax; Kiki, agitatrice occulta) si mescolano in lunghe ore di prove che hanno l’aria di jam session.
“Torneremo con una direzione un po’ più emozionale - prosegue Rocchi - anche più immediata nella scrittura dei testi”, evidenziando un’evoluzione che punta a riscoprire la musica come occasione di socialità e condivisione.
Per celebrare degnamente questi dieci anni di attività, è prevista una grande festa su cui, per il momento, vige il massimo riserbo. Quel che finora si sia è che sul palco ci sarà la formazione completa e che, come sempre, le immagini e i brani si intrecceranno in una sorta di scultura audiovisiva che si plasma per continuare a ribadire che ‘volere è potere’.