Attualità - 23 febbraio 2026, 16:07

Frana in via Napoli, Ferrante: "Revoca dell’interdizione solo con le perizie dei privati"

Al via il monitoraggio, ma per il rientro dei 52 evacuati serviranno verifiche approfondite: "Sarà necessario minimo una settimana. Non possiamo revocare noi d'imperio l'ordinanza". E sulla chiusura della scuola Mazza: "Scelta autonoma della dirigente"

È ufficialmente iniziata la campagna di monitoraggio sull’edificio di via Napoli 72, al Lagaccio, sgomberato dopo la frana che nei giorni scorsi ha interessato il versante sottostante. Per conoscere i tempi di un eventuale rientro dei 52 residenti evacuati sarà però necessario attendere gli esiti delle verifiche tecniche.

A fare il punto è l’assessore ai Lavori pubblici e alla Protezione civile Massimo Ferrante: "È partita la campagna di monitoraggio da parte di tecnici privati e ad oggi non mi risultano ulteriori smottamenti. Durerà minimo una settimana. Per avere un quadro sui movimenti del terreno servono letture tecniche e ci vuole tempo".

L’area su cui si è verificato lo smottamento è privata e, spiega Ferrante, anche il percorso per superare l’attuale interdizione segue un iter preciso. "L’interdizione è stata disposta per motivi di pubblica incolumità. L’unico modo per toglierla è che i privati incarichino tecnici che dimostrino, con risultanze formali, che l’ordinanza può dirsi superata. Non possiamo fare una revoca d’imperio".

L’assessore precisa che il Comune può intervenire in danno solo in caso di inerzia dei proprietari "ma non è questo il caso" specifica subito, aggiungendo che "i condomini hanno nominato un tecnico. È da oltre un anno che si valutava la situazione, senza però arrivare a un quadro definitivo".

La procedura è chiara: "La revoca dell’interdizione potrà avvenire solo quando i tecnici del condominio paleseranno alla pubblica incolumità che le condizioni sono cambiate. Fino ad allora l’ordinanza resta. Nessun tecnico potrà farlo in un giorno, serviranno approfondimenti".

Nel frattempo l’amministrazione sta supportando gli sfollati. "Come Comune stiamo offrendo assistenza ai cittadini", sottolinea Ferrante, ribadendo però che la responsabilità tecnica e procedurale resta in capo ai privati proprietari dell’area.

Capitolo a parte per la scuola Mario Mazza, chiusa nei giorni scorsi dopo l’allargamento del fronte franoso. "Non abbiamo dato alcuna indicazione - chiarisce l’assessore -. La decisione è stata assunta in autonomia dalla dirigente scolastica. Io non ho mai dato nessun ok a controlli o verifiche sulla scuola. Il problema è a valle, non lì. Altrimenti si rischia di creare una cultura dell’allarme".

Ora, dunque, l’attenzione resta concentrata sui risultati del monitoraggio, passaggio indispensabile per definire tempi e modalità di un eventuale rientro nelle abitazioni.