Lo studio sulla mobilità in Val Bisagno non è ancora concluso e i risultati arriveranno entro marzo. A comunicarlo in consiglio comunale è stato l’assessore alla Mobilità Emilio Robotti, spiegando che l’équipe del Politecnico di Milano ha chiesto “ancora un paio di settimane” per completare il lavoro. Di fatto, il termine del 30 gennaio 2026 indicato nella determina di affidamento è stato superato, ma – secondo l’assessore – non si trattava di una scadenza perentoria. Solo nelle prossime settimane, dunque, si conosceranno le conclusioni dell’analisi che dovrà orientare il Comune nella scelta del progetto da proporre al Ministero dopo la rinuncia allo Skymetro.
L’aggiornamento è arrivato in risposta all’interrogazione del consigliere della Lega Alessio Bevilacqua, che ha sollecitato chiarimenti sia sulle tempistiche sia sulle prospettive future per uno dei nodi più delicati della viabilità cittadina.
Nel testo della determina, ha ricordato Bevilacqua, si evidenzia come l’area della Val Bisagno presenti “criticità strutturali tali da richiedere interventi al fine di migliorare sicurezza e accessibilità al trasporto pubblico”. L’incarico, pari a 85 mila euro oltre Iva (circa 103 mila euro complessivi ritenuti congrui dal Comune), prevedeva la consegna dell’elaborato entro il 30 gennaio 2026.
“Siamo all’ultima settimana di febbraio e parliamo dell’esito dello studio affidato al Politecnico” ha dichiarato Bevilacqua. “La dead line è stata superata e nessuno della giunta o attraverso i canali istituzionali ha fornito comunicazioni sulle tempistiche. Lo studio doveva servire a individuare un’alternativa allo Skymetro: quali sono le conclusioni e quale progetto si intende proporre al Ministero?”
Nella sua risposta, Robotti ha chiarito che la data indicata non era da considerarsi perentoria. “È vero che nella determina era indicato il 30 gennaio 2026, ma non si tratta di una dead line in senso stretto” ha spiegato. “L’équipe del professor Coppola ha chiesto ulteriore tempo per verificare la possibilità di individuare una soluzione complessiva per la mobilità in Val Bisagno”.
In questi mesi, ha aggiunto l’assessore, il gruppo di lavoro ha effettuato diversi sopralluoghi e aggiornato i dati disponibili, compresi quelli relativi al progetto Skymetro, ritenuti però non più affidabili perché datati. Sono stati utilizzati anche dati provenienti dal progetto “Move On” e svolti nuovi rilievi sulle esigenze trasportistiche, con il coinvolgimento dei tecnici dell’assessorato e di AMT.
“La prima cosa necessaria, secondo quanto riportato dall’équipe, è stata la costruzione di un modello validato, proprio per avere risposte concrete su cui basare il lavoro” ha proseguito Robotti. “Entro marzo dovremmo avere i risultati e potremo affrontarli e discuterli in modo partecipato”.
L’assessore ha inoltre precisato che l’incarico è stato affidato “a tutto campo”, senza indicazioni politiche preventive su quali soluzioni privilegiare o escludere. “Non abbiamo chiesto di superare determinati progetti, neppure quelli precedenti come lo Skymetro. Come in altri casi, l’amministrazione si è basata su un approccio tecnico-scientifico per individuare soluzioni da valutare”.
Nella replica, Bevilacqua ha ribadito la necessità di maggiore chiarezza sulle tempistiche e ha sottolineato come il fatto che non sia stata esclusa a priori l’ipotesi di soluzioni analoghe allo Skymetro rappresenti un elemento politico rilevante. “Essere al governo della città vuol dire fare i conti con la struttura della città e capire da dove partire per avere un progetto funzionale alla mobilità e alla viabilità. Non considerare l’idea superata è una notizia. Aspetteremo marzo per vedere quale sarà il progetto” ha concluso.