Economia - 25 febbraio 2026, 09:09

Nasce a Genova la Comunità del Cibo e dell’Agrobiodiversità 'Terre dei Bravin'

Un progetto riconosciuto dalla legge nazionale che mette insieme cibo, ricerca e territorio

Parte da Genova il percorso per la creazione della Comunità del Cibo e dell’Agrobiodiversità Terre dei Bravin, un’iniziativa che nasce in seno alle esperienze realizzate nell’ambito delle Terre dei Bravin, con l’obiettivo di costruire una rete territoriale dedicata alla tutela delle semenze contadine, alla ricerca agronomica e alla rigenerazione delle Aree Rurali Liguri.

Le Terre dei Bravin sono da quasi tre anni Oasi affiliata al WWF, un riconoscimento che attesta il lavoro svolto nella tutela della biodiversità agricola e naturale, nella gestione integrata del territorio e nella conservazione degli equilibri ecologici locali.

La Comunità del Cibo si colloca nel quadro normativo definito dall’ Articolo 13 della Legge 1 dicembre 2015, n. 194, che riconosce le Comunità del Cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare come ambiti locali di collaborazione tra coltivatori, enti, scuole, associazioni e cittadini per la tutela della biodiversità agricola e alimentare.

Cibo, biodiversità e ricerca come infrastruttura agricola

Il progetto nasce dall’esperienza concreta delle Terre dei Bravin, dove campi coltivati, prati, pascoli, boschi e terreni a riposo sono gestiti secondo la logica del mosaico della biodiversità. In questo approccio, la biodiversità non è un elemento accessorio, ma una vera e propria infrastruttura agronomica, fondamentale per garantire fertilità del suolo, stabilità produttiva e qualità del cibo.

L’esperienza maturata come Oasi WWF affiliata ha rafforzato l’approccio scientifico e territoriale del progetto, confermando il ruolo di boschi, prati, campi coltivati e aree non coltivate come elementi funzionali di un unico sistema agricolo e ambientale.

Al centro della Comunità del Cibo vi sono le semenze contadine, intese come varietà riprodotte, selezionate e adattate nel tempo dai coltivatori ai propri territori. La Comunità intende studiarne il comportamento agronomico, la produttività e la capacità di adattamento, promuovendo un’agricoltura biologica a ciclo chiuso, senza uso di prodotti chimici e con una forte riduzione delle dipendenze esterne.

“Questo progetto – dichiara Marco Loconte, promotore dell’iniziativa, da sempre impegnato in tali ambiti - nasce dalla constatazione che il modello agricolo industriale non è adatto a territori complessi come quelli Liguri.

La Comunità del Cibo Terre dei Bravin mette insieme produzione di cibo, ricerca sulle semenze contadine e gestione del territorio per costruire un’agricoltura capace di nutrire le persone e, allo stesso tempo, mantenere vivi i paesaggi rurali.”

“Nella fase attuale – prosegue Loconte - la Comunità del Cibo Terre dei Bravin è un percorso in costruzione, aperto alla partecipazione di coltivatori, realtà produttive, associazioni, enti di ricerca, istituzioni e cittadini che condividano i principi del Manifesto e del Regolamento fondativo”.